Con una legge dell’ottobre 2025 il Parlamento ha reintrodotto per il 4 ottobre la Festa Nazionale di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Reintrodotto perché questa festività era stata soppressa nel 1977. La data è legata al giorno della morte del Santo, del quale quest’anno ricorre l’ottocentesimo anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1226.
La ricorrenza viene nuovamente ricompresa a pieno titolo nell’elenco delle festività nazionali, come il 25 aprile, 1° maggio e altre.
L’istituzione della festività, per i datori di lavoro, ha implicazioni dirette sulla gestione del personale dipendente, in considerazione delle implicazioni giuridiche e lavoristiche, come la chiusura dei luoghi di lavoro e il diritto al trattamento retributivo di festività. Tutto questo in analogia come già accade per altre festività, come il 2 Giugno (Festa della Repubblica), solo per fare un esempio.
La giornata del 4 ottobre sarà a tutti gli effetti soggetta alla disciplina contrattuale attualmente prevista per le festività, come stabilito dai contratti collettivi di lavoro (CCNL).
A proposito di contratti collettivi di lavoro, il CCNL ‘Terziario, Distribuzione e Servizi’, siglato da Confcommercio con le parti sindacali, è il più diffuso in Italia e coinvolge il 17,55% dei lavoratori complessivi a livello nazionale (circa 3.000 dipendenti); al terzo posto troviamo il CCNL ‘Turismo’, (Federalberghi, Faita, Confcommercio) con l’8,65% (con oltre un milione di addetti).
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