Prosegue, al Tribunale di Varese, il processo per tentato omicidio e lesioni personali gravi avviato in seguito a quanto accaduto lo scorso 4 ottobre sul lungolago di Luino, quando una violenta lite tra alcuni giovani è sfociata nel ferimento di un 17enne a un braccio con un machete e nell’arresto di due giovani tunisini.
Un’udienza si è svolta nel mese di aprile, con le testimonianze dei carabinieri intervenuti e di alcuni ragazzi presenti sul posto, e giovedì 25 giugno, secondo quanto riportato dal quotidiano La Prealpina, una nuova sessione del procedimento ha visto la proiezione, in aula, di un filmato della videosorveglianza comuale: le immagini riprodotte in tribunale hanno mostrato il momento in cui uno dei giovani presenti sferra i primi pugni agli altri, dando il via alla colluttazione.
A produrre il video è stato il difensore dei due imputati, l’avvocato Corrado Viazzo, secondo il quale sarebbe stata proprio la persona offesa – il 17enne italiano che porta ancora i segni della coltellata sul braccio – il primo ad alzare le mani.
«Quella era una rissa», ha dichiarato infatti l’avvocato Viazzo, come riferisce La Prealpina, sottolineando che tutti i giovani ascoltati come testimoni durante l’istruttoria avrebbero dovuto essere sentiti nella veste di coimputati, con la garanzia dell’assistenza legale. Non essendo avvenuto, la difesa ha avanzato la richiesta di nullità di tutte le deposizioni raccolte, a meno che il pubblico ministero non proceda a una riqualificazione del reato in rissa.
Una posizione che non ha trovato il consenso né dell’avvocato di parte civile Roberta Rosabianca Succi, né della pm Stefania Nadalini, che ha comunque chiesto un rinvio per poter esaminare con attenzione il filmato, rilevando difficoltà nel distinguere con chiarezza le singole azioni riprese. Il collegio ha accolto la richiesta: il processo tornerà in aula il prossimo 2 luglio per ulteriori approfondimenti.
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