Nella giornata del 1 giugno scorso, gli studenti del secondo anno del Liceo “Sereni” di Laveno Mombello, accompagnati dai docenti di scienze dell’istituto e seguiti dal dottor Merati dello Studio Idrobiologico Lombardo, hanno completato la fase di valutazione dello stato qualitativo del torrente Boesio, in un tratto interno al territorio comunale, attraverso l’applicazione del metodo RCEI-2 (Riparian Channel and Environmental Inventory – 2).
Questa attività, spiegano dal Comitato Frazione Cerro, rientra tra le prestazioni pro bono fornite dal Comitato Bandiera Blu a Cerro in quanto previste per l’ottenimento del prestigioso riconoscimento.
Il metodo utilizzato dagli alunni del “Sereni” permette di fornire una valutazione dello stato qualitativo delle due sponde del corso idrico attraverso la compilazione di un questionario di 14 domande a risposta multipla che prendono in esame una serie di parametri relativi allo stato dell’ambiente fluviale.
L’attività di campo è stata preceduta da una lezione riguardante la descrizione del metodo e la procedura di compilazione del questionario necessario e alla determinazione del punteggio finale di valutazione.
In totale sono stati esaminati poco meno di 1700 metri di corso idrico (dalla foce all’ingresso dello scarico del depuratore di Laveno) e nella tabella che segue sono riportati i risultati dell’indagine.

La sponda sinistra del Boesio evidenzia uno stato mediocre per il 41% e scadente per il rimanente 59%, mentre la sponda destra evidenzia uno stato compreso tra buono e mediocre per il 29%, mediocre per il 30% e scadente per il rimanente 41%.
Il basso punteggio ottenuto è riconducibile all’elevato livello di artificializzazione del tratto di corso idrico esaminato che riduce il processo di autodepurazione del torrente e impatta negativamente sulle comunità biologiche che lo abitano.
Anche nel contesto di notevole alterazione ambientale del torrente Boesio, fa sapere il Comitato Frazione Cerro, «sussistono ancora margini di miglioramento della funzionalità ecologica del principale corso idrico della Valcuvia, che potrebbero essere inseriti nel “Contratto di Fiume”, strumento tanto necessario alla rinascita del nostro territorio».
© Riproduzione riservata






