Anche i due comitati cittadini della frazione lavenese di Cerro – il Comitato Bandiera Blu per Cerro e il Comitato Frazione Cerro – hanno preso posizione dopo la lettera-appello inviata da tre cittadini di Laveno Mombello, Greta Bienati, Giuseppe Musumeci e Giuliano Tosi, incentrata sugli aspetti dello sfruttamento del suolo e delle politiche urbanistiche del paese lacustre.
Dopo la risposta del candidato sindaco di “Futuro Ideale” Diego Carmenati, intervengono sulla questione anche i due presidenti dei comitati, l’idrobiologo Fabrizio Merati e l’agronoma Monica De Gasperi, entrambi candidati consiglieri nella lista “Patto Comune” guidata da un altro dei quattro candidati al ruolo di primo cittadino, Giovanni Castelli.
«Vogliamo unire la nostra voce all’appello lanciato da Greta Bienati, Giuseppe Musumeci e Giuliano Tosi, autori del bell’ebook “Laveno ieri Laveno oggi” rilanciato dai vostri giornali, e vogliamo sperare che altre voci si aggiungano a difesa di un territorio il cui sviluppo è stato segnato nel tempo, come molto ben raffigurato nel testo citato, da modifiche urbanistiche a volte disordinate, disorganiche e in un certo senso predatorie», affermano i due presidenti, che hanno redatto in maniera condivisa un manifesto “per un approccio ecologico conservativo degli spazi naturali residuali del territorio comunale di Laveno Mombello” (scaricabile cliccando qui).
«Pensiamo che sia più che mai necessario che tante voci si uniscano su questo tema vitale e parlino ai prossimi amministratori e chiedano cura, protezione dagli abusi di consumo di suolo a salvaguardia della residuale bellezza e fruibilità e accessibilità del nostro fragile territorio. Chiediamo una riflessione, a noi stessi e agli amministratori, – chiosano De Gasperi e Merati – sull’opportunità di modificare radicalmente un punto di vista che poco per volta ma inesorabilmente, ha sottratto armonia alla visione d’insieme del nostro paese».
Questa, secondo i due candidati di “Patto Comune”, è «una riflessione che si fa quanto mai urgente quando, mentre vediamo modificare e aumentare la pressione antropica sul territorio, vediamo venir meno la capacità di saper “leggere” l’ambiente come un sistema vivente complesso e di intervenire con una sapiente gestione in risposta alle crisi provocate dalla miopia delle pubbliche amministrazioni».
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