Luino | 25 Maggio 2026

Dalla Sicilia a Luino, Cristiano Parafioriti alla conquista del “Langobardia Maior”

Lo scrittore e finanziare luinese vince il Premio Letterario “Langobardia Major” di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, con il racconto “Io che sono Rita”

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Nuovo prestigioso riconoscimento per lo scrittore siciliano, ma ormai luinese d’adozione, Cristiano Parafioriti, che il 23 maggio ha conquistato il Premio Letterario “Langobardia Major” di Cologno al Serio, in provincia di Brescia, grazie al racconto “Io che sono Rita”.

Una vittoria dal forte valore simbolico, giunta proprio nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci, in cui nel 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Una coincidenza profondamente significativa per un’opera dedicata alla memoria di Rita Atria e alla lotta contro la mafia, temi che da anni caratterizzano il percorso letterario e civile dell’autore.

Continua dunque il momento straordinario dello scrittore e luogotenente della Guardia di Finanza luinese, ormai presenza consolidata e apprezzata nei principali concorsi letterari nazionali.

Il racconto “Io che sono Rita” ripercorre la drammatica e coraggiosa vicenda di Rita Atria, giovane siciliana di Partanna che, dopo l’assassinio del padre e del fratello per mano mafiosa, decide di ribellarsi a Cosa Nostra collaborando con la giustizia accanto al giudice Paolo Borsellino.

Attraverso una scrittura intensa e profondamente emotiva, Parafioriti restituisce voce e dignità a una figura simbolo del coraggio civile e della ribellione alla cultura mafiosa. Dopo la morte di Borsellino nella Strage di via d’Amelio, Rita Atria si tolse la vita a soli diciassette anni. Oggi è ricordata come la “settima vittima” della strage.

L’opera conferma ancora una volta la sensibilità narrativa dell’autore nel raccontare storie di memoria, giustizia e impegno civile, temi che negli anni gli hanno valso numerosi riconoscimenti e apprezzamenti in tutta Italia.

«Ricevere questo premio il 23 maggio ha per me un significato particolare e profondissimo. “Io che sono Rita” nasce dalla volontà di mantenere viva la memoria di Rita Atria, di Paolo Borsellino e di tutte le vittime della mafia. Vincere proprio nell’anniversario della Strage di Capaci rende questo riconoscimento ancora più carico di emozione e responsabilità. Ringrazio di cuore la giuria del Premio “Langobardia Major” per aver creduto nella forza civile e umana di questo racconto», ha commentato commosso Parafioriti.

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