Varese | 21 Maggio 2026

“Terra e Laghi“, presentata a Varese la XX edizione dedicata alle “Geografie del possibile“

Da maggio a novembre un calendario diffuso con 85 spettacoli in oltre 40 Comuni dell’Insubria. Silvia Priori: «Celebriamo l’arte, il teatro e il territorio che la ospita»

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Vent’anni di teatro diffuso, di incontri e di territori che si riscoprono comunità. Ideato e promosso da Silvia Priori, direttrice artistica di Teatro Blu di Cadegliano Viconago, taglia il traguardo della ventesima edizione del festival “Terra e Laghi”. Un traguardo importante per un Festival che è diventato nel tempo una rete internazionale capace di accogliere quasi 300mila spettatori nelle sue precedenti edizioni e di abbracciare tutta la Macroregione alpina.

La nuova edizione è stata presentata al Palazzo Estense di Varese alla presenza del sindaco Davide Galimberti, dell’assessore alla cultura Enzo Laforgia e della direttrice artistica Silvia Priori, insieme a diversi Sindaci e assessori dei Comuni coinvolti, da Besnate (VA), Carnate (MB), Oltrona di san Mamette (CO), Novazzano (Svizzera) fino a Lavena Ponte Tresa (VA) senza dimenticare i ragazzi dell’Università dell’Insubria che hanno partecipato alla realizzazione della grafica e del cartellone.

Il programma si svilupperà su sette mesi – da maggio a novembre – proponendo 85 spettacoli in 44 Comuni, divisi in tre macro-aree: prosa, teatro di strada e circo.

«Celebriamo vent’anni di storia, di incontri, condivisioni e forti emozioni. Celebriamo l’arte, il teatro e il territorio che la ospita, un territorio che è al margine, che è confine, che è spesso dormitorio, che è dimenticato – spiega Silvia Priori, direttrice artistica del Festival – “Terra e Laghi” ha trasformato la geografia in una drammaturgia in cui i confini non sono barriere ma possibilità, in cui le distanze diventano incontro. Nei confini si impara a guardare oltre. Nelle periferie si custodisce il bisogno più urgente di comunità. Nei luoghi dimenticati si accende la scintilla del possibile».

“Geografie del possibile” è il tema della XX edizione del festival, un luogo in cui far risuonare tutto ciò che “Terra e Laghi” è diventato in vent’anni: un arcipelago di territori, persone, storie e visioni che non accettano il mondo così com’è, ma lo immaginano come potrebbe essere.

“Terra e Laghi”, in questi vent’anni, ha scelto di stare proprio lì, dove la cultura non arriva da sola, dove il teatro non è scontato, dove la bellezza va cercata, ascoltata, accolta. Ha scelto di trasformare borghi, piazze, cortili, parchi, ville liberty, monasteri, strade di confine e paesaggi alpini in palcoscenici aperti, in luoghi di incontro, in spazi di cura collettiva.

Nato come progetto di rete tra dieci comuni dell’Insubria, il Festival è oggi un network internazionale che coinvolge oltre cento enti pubblici e privati, quattro regioni italiane, il Canton Ticino e numerosi partner europei. Una grande famiglia, come ama definirla la direttrice artistica Silvia Priori, in cui convivono identità diverse, ma unite dal desiderio di offrire momenti di autentica, umana condivisione.

Da maggio a novembre il Festival proporrà dunque un cartellone diffuso che attraverserà l’Insubria, l’arco alpino e i territori transfrontalieri con produzioni originali dedicate ai paesaggi e alle comunità dell’Insubria e dell’EUSALP, progetti di welfare culturale in collaborazione con biblioteche, scuole e centri di comunità, spettacoli site-specific in ville storiche, parchi, borghi, chiostri e luoghi di pregio, programmi per famiglie e giovani, con un’attenzione particolare ai nuovi pubblici ed eventi speciali per i 20 anni. Ne è un esempio “La Regina delle nevi” che Teatro Blu presenterà il 5 giugno alle 21 ai Giardini Estensi di Varese, uno spettacolo dedicato alle Olimpiadi e ai valori dello sport che ha già fatto il giro di mezzo mondo (Cina, Belgio, Ungheria, Italia) e che arriva a Varese per inaugurare ufficialmente il Festival.

“Terra e Laghi” ospiterà quest’anno artisti di altissimo profilo come Gabriele Vacis, Mario Pirovano, Luigi D’ Elia, Andrea Lupo, Beatrice Visibelli, Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, compagnie storiche del panorama teatrale italiano e artisti da Europa, Asia e Sud America: le cantanti liriche Mizuki Watanabe da Hiroshima, Kaoru Saito da Tokio, Yoko Takada da Nagasaki; il gruppo di Tamburi giapponesi Kotoji; il violinista Tamas Mayor da Budapest; il mimo clown Shinya Murayama da Tokio; l’ attore Roberto Gerbolès e il chitarrista Pablo Tevez da Buenos Aires. Senza dimenticare numerosi artisti della vicina Svizzera.

Anche nel 2026 il cuore del Festival sarà il “Cadegliano Festival – Piccola Spoleto”, giunto alla sua XVI edizione e dedicato al Maestro Gian Carlo Menotti. Due weekend di spettacoli, concerti, mostre e incontri nelle ville liberty di Cadegliano Viconago, tra cui Villa Menotti e Villa Toletti, in un dialogo continuo tra memoria, paesaggio e creazione contemporanea.

«Siamo piccoli alchimisti, capaci di trasformare i confini in ponti e le distanze in incontri. Siamo costruttori di sogni che inseguono quella forma di bellezza che solo l’arte sa liberare, con la sua forza antica e necessaria. Vent’anni di “Terra e Laghi” non sono solo un numero: sono vent’anni di comunità che si riconoscono, di territori che si raccontano, di persone che si incontrano e si trasformano insieme. E questa edizione, proprio perché arriva dopo un cammino così intenso, non è un punto d’arrivo. È un nuovo inizio. Un’altra soglia da attraversare, un altro ponte da costruire», conclude Silvia Priori.

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