Luino | 19 Novembre 2025

Lido di Luino, Artoni denuncia ritardi e criticità: illuminazione spenta e lamiere ovunque

L’interrogazione del consigliere evidenzia lo stato dell’area tra luci non funzionanti, coperture discutibili e spiaggia degradata, mentre resta aperta l’attesa per la piena riqualificazione

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La situazione del Lido di Luino continua a essere al centro dell’attenzione, tra ritardi nei lavori e condizioni che destano preoccupazione. Il consigliere comunale Furio Artoni, autore del comunicato stampa e di una nuova interrogazione, descrive una vicenda complessa in cui gli interventi annunciati non trovano ancora piena realizzazione. Sul tema ha risposto stamane proprio l’assessore ai Lavori Pubblici, Francesca Porfiri, a nome dell’amministrazione.

«C’è qualcosa di tragicomico nella vicenda del Lido di Luino. Come quando un maggiordomo imperturbabile vi assicura che la cena sarà servita alle otto, e alle dieci vi ritrovate ancora ad aspettare con lo stomaco che brontola e la pazienza agli sgoccioli. Sostituite il maggiordomo con un’amministrazione comunale, la cena con un milione e passa di euro di lavori pubblici, e avrete il quadro perfetto della situazione», afferma Artoni.

Uno dei punti più rilevanti è l’assenza di illuminazione pubblica all’ingresso del Lido, completamente spenta da tempo. «È così da tempo immemorabile – sottolinea Artoni -, un’espressione che di solito si riserva alle saghe nordiche o alle dispute condominiali. Il risultato è che avvicinarsi al Lido dopo il tramonto procura la stessa sensazione rassicurante di una passeggiata notturna in un cimitero di provincia. Non esattamente il massimo per rilanciare il turismo».

Il consigliere richiama poi l’attenzione sulle coperture installate sulle strutture del Lido. «Materiale lamierato ondulato di tipo industriale, per la precisione – spiega -. Lamiere che vanno benissimo per i capannoni della logistica o, come ho scritto nell’interrogazione, per i ricoveri di volatili. In un’area che si affaccia sul Lago Maggiore, destinata a diventare il biglietto da visita della città, fanno lo stesso effetto estetico di una borsa di plastica della spesa in una sfilata di alta moda».

Particolarmente evidente è anche lo stato della spiaggia antistante le piscine. «È un capitolo a parte: è disseminata di detriti, legname trasportato dalle acque, rifiuti vari e materiali che definire di risulta è un eufemismo – prosegue Artoni -. Sembra la scenografia di un film post-apocalittico girato con budget ridotto».

Il consigliere critica inoltre le giustificazioni ufficiali che parlano di aspetti tecnico-ambientali. «In italiano corrente significa non sappiamo bene nemmeno noi cosa sia successo, ma suona professionale – osserva -. È come quando il maggiordomo vi spiega che non potete uscire con quella cravatta perché solleva questioni cromatiche di non trascurabile complessità sartoriale. Traduzione: fa schifo».

Artoni ricorda come il Lido sia stato per generazioni un luogo simbolo della comunità. «Il Lido di Luino è stato per generazioni il cuore pulsante dell’estate luinese. Persino il sottoscritto da bambino usufruiva di quella spiaggia. Famiglie, turisti, ragazzi che imparavano a nuotare, amori estivi che sbocciavano tra un tuffo e un gelato. Non è retorica: è memoria collettiva. È identità. È anche economia».

Per il consigliere, restituire dignità al Lido non significa solo completare i lavori delle piscine. «Significa accendere le luci, sostituire le lamiere con qualcosa di decente, pulire la spiaggia, dare un segnale che sì, ci teniamo davvero. Che non siamo la città delle promesse perenni e delle inaugurazioni rimandate sine die».

Artoni spiega di aver depositato un’interrogazione con nove quesiti puntuali. «Dall’illuminazione alle lamiere, dalla pulizia della spiaggia alle cause reali dei ritardi. Non sono domande capziose: sono le domande che qualsiasi cittadino con un minimo di buon senso si farebbe passando davanti a quella che dovrebbe essere una zona riqualificata e si ritrova invece di fronte a uno scenario da dopoguerra».

Il consigliere riflette anche sul proprio ruolo: «Il buon giornalismo consiste nel pubblicare ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Io non sono un giornalista, ma un modesto consigliere comunale che crede che l’opposizione non significhi opporsi per principio, ma vigilare affinché le promesse diventino fatti».

Artoni conclude ribadendo l’obiettivo finale. «Il Lido di Luino può e deve tornare a essere importante per questa città. Può tornare a essere quel gioiello che i nostri genitori e nonni ricordano con nostalgia. Ma serve volontà politica, trasparenza e trasformare le promesse in realtà».

Infine, un’ultima considerazione rivolta ai cittadini: «Nel frattempo, cari concittadini, armatevi di pazienza. E magari di una torcia e di una collana di aglio, se dovete passare dal Lido dopo il tramonto. Attenti ai vampiri o forse sono più pericolosi altri soggetti… e non dico altro».

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