Valcuvia | 29 Aprile 2026

Valcuvia, coppia perseguitata da vicino: sessantenne a processo per atti e molestie

La denuncia di una coppia dopo anni di episodi documentati tra comportamenti osceni e intimidazioni, il caso è ora all’esame del Tribunale di Varese

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Un caso di presunti atti persecutori scuote un piccolo centro della Valcuvia, dove una coppia ha denunciato il proprio vicino, un uomo di circa sessant’anni, ora a processo presso il Tribunale di Varese.

Secondo quanto emerso in aula, come riportato ieri da Prealpina, in un articolo firmato da Massimiliano Martini, la situazione si sarebbe protratta per circa tre anni, durante i quali i due coniugi avrebbero subito comportamenti ritenuti molesti e intimidatori, incidendo profondamente sulla loro quotidianità.

«Per tre anni siamo stati perseguitati dal nostro vicino che tutti i giorni si metteva in giardino, a volte indossando solo biancheria intima femminile, e si masturbava davanti alle nostre finestre. Non solo: nel terreno collocava teschi impalati, cappi, lumini da morto, oggetti esoterici», è stato riportato nel corso della testimonianza.

La coppia ha spiegato come questi episodi abbiano generato un clima costante di tensione, con la sensazione di essere osservati e controllati, al punto da modificare le proprie abitudini quotidiane. «Avevo la sensazione di vivere in prigione», ha raccontato la donna durante la sua deposizione, descrivendo uno stato di ansia continuo e la difficoltà anche nel compiere azioni semplici come uscire di casa o utilizzare gli spazi esterni.

Secondo quanto riferito, i fatti sarebbero stati documentati e registrati, elementi che hanno portato alla denuncia e all’avvio del procedimento giudiziario. Le persone offese si sono costituite parte civile, assistite dal proprio legale.

La situazione avrebbe avuto ripercussioni anche sulla vita familiare, portando la coppia a limitare fortemente le proprie attività e i momenti di vita all’aperto. Per cercare una soluzione definitiva, i due hanno infine deciso di acquistare l’abitazione del vicino, messa all’asta, nel tentativo di porre fine alla vicenda.

La difesa dell’imputato ha invece ricondotto quanto accaduto a dissidi tra vicini, parlando di episodi fraintesi e di reciproche interferenze nella sfera privata. Il procedimento proseguirà nei prossimi mesi, quando sarà ascoltata anche la versione dell’imputato davanti al giudice.

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