Per migliaia di frontalieri dell’Alto Verbano, del Luinese e delle valli limitrofe che ogni giorno raggiungono il basso Mendrisiotto, il traffico non è un imprevisto: è parte della routine. Code ai valichi, tempi di percorrenza incerti, parcheggi saturi. Una situazione che incide sulla qualità della vita delle persone e, allo stesso tempo, sull’organizzazione delle aziende.
Negli ultimi anni si è parlato molto di mobilità sostenibile, ma spesso in termini astratti. Più raramente si vedono progetti concreti, costruiti sul territorio e pensati per funzionare davvero. È in questo contesto che si inserisce MomòRide, un servizio di carpooling evoluto nato nel Mendrisiotto come iniziativa di partnership pubblico-privata.
Un approccio diverso: non l’ennesima app, ma un sistema
MomòRide non nasce come progetto calato dall’alto, ma come risposta a un’esigenza reale e quotidiana. Il modello è semplice: rendere il carpooling flessibile, misurabile e conveniente, superando due ostacoli noti a tutti: la rigidità degli orari e la difficoltà di cambiare abitudini consolidate.
Durante la presentazione del progetto è emerso chiaramente come, per favorire il cambiamento, non bastino appelli generici: servono incentivi concreti e un’organizzazione che accompagni le persone nel tempo.
Un’alleanza pubblico-privata che mette al centro le persone
Il progetto è promosso grazie alla collaborazione tra i Comuni di Chiasso, Balerna e Novazzano, l’Ente Regionale per lo Sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio, la Fondazione Last Minute, e Mobitrends SA, realtà attiva nella mobilità aziendale e nel welfare.
Un esempio di come, quando pubblico e privato lavorano insieme, la mobilità possa diventare infrastruttura di servizio alle persone, e non solo una questione di strade o parcheggi.
Incentivi, dati e ricadute sul territorio
Un elemento centrale del progetto è il sistema di challenge e incentivi. La prima iniziativa collettiva, sponsorizzata da BancaStato, prevede che i chilometri condivisi dagli utenti si traducano in punti e, al raggiungimento di un obiettivo comune, in una donazione a favore di un ente di pubblica utilità del territorio.
Un meccanismo che lega riduzione del traffico, impatto ambientale, responsabilità sociale, benefici diretti per la comunità.
Un modello che può interessare anche l’Alto Verbano
MomòRide è pensato per i collaboratori, ma sono le aziende a dover aderire per attivare il servizio. Ed è proprio questo il passaggio chiave: senza una massa critica, il carpooling resta una buona idea; con un cluster di imprese, diventa un sistema funzionante.
Per questo il progetto rappresenta un caso interessante anche per il Luinese e l’Alto Verbano, territori dove la mobilità transfrontaliera è altrettanto centrale e dove iniziative simili potrebbero essere replicate, adattandole al contesto locale.
Il messaggio che arriva dal Mendrisiotto è chiaro: se si vuole, la mobilità può essere promossa e governata a livello territoriale, attraverso collaborazione, dati e incentivi mirati. Non è una soluzione miracolosa. È un percorso. E, forse, una strada concreta per trasformare un problema quotidiano in un’opportunità condivisa. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.momoride.ch.
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