(da Varesenoi.it) È stato fermato un uomo di 40 anni, cittadino svizzero, ritenuto responsabile dell’aggressione avvenuta nei giorni scorsi a bordo di un treno TiLo. L’episodio, di cui avevamo dato conto nella mattinata di ieri attraverso il racconto diretto di un testimone, ha trovato un primo sviluppo con l’intervento delle forze dell’ordine.
L’uomo è stato arrestato dalla Polizia ferroviaria di Varese con l’accusa di lesioni personali nei confronti del personale ferroviario. Secondo quanto emerso, il fatto si è verificato durante un normale controllo a bordo del convoglio, lungo la tratta tra Lugano e Malpensa.
Stando alla ricostruzione fornita dal testimone, tutto sarebbe iniziato intorno alle 19, quando un passeggero, apparso fin da subito agitato, ha iniziato a disturbare le persone presenti nel vagone. Il capotreno è intervenuto per effettuare il controllo dei biglietti, riscontrando che l’uomo ne era sprovvisto.
Nel giro di pochi istanti la situazione è degenerata: dalle parole si è passati alla violenza fisica. Il dipendente ferroviario, che aveva cercato di mantenere la calma, è stato aggredito improvvisamente, sotto gli occhi degli altri viaggiatori, rimasti sotto shock per quanto accaduto.
Un elemento evidenziato riguarda l’identità dell’aggressore, descritto come un residente svizzero e non un turista di passaggio. Un aspetto che, secondo il testimone, contribuisce a spostare l’attenzione su un problema più ampio legato al rispetto delle regole e alla convivenza civile.
Con il fermo dell’uomo, si apre ora il procedimento giudiziario. Per il reato contestato, l’indagato rischia una condanna compresa tra due e cinque anni di reclusione, come previsto dalla normativa in materia di lesioni personali nei confronti di personale in servizio.
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