Varese | 24 Marzo 2026

L’export varesino nel 2025: record di 14 miliardi tra reattività strategica ed “effetto dazi”

I dati Istat su Osser-Va fotografano un 2025 in crescita per le imprese varesine. Dazi americani e front loading hanno accelerato la corsa, con gli USA (+46,9%) secondo mercato dopo la Germania

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L’economia della provincia di Varese nel 2025 consolida la propria vocazione internazionale con un volume di esportazioni che tocca i 14 miliardi di euro secondo i dati Istat, pubblicati su Osser-Va, il portale della Camera di Commercio di Varese.

Il dato segna una crescita del 21,75% rispetto all’anno precedente, una performance che distanzia nettamente sia la media regionale lombarda (+1,8%) sia quella nazionale (+3,3%), confermando il territorio come uno dei motori trainanti del Sistema Paese.

A fronte di importazioni cresciute in modo più contenuto (+7,8% per 9,5 miliardi), la bilancia commerciale varesina chiude con un attivo di 4,5 miliardi di euro. Tuttavia, questo balzo in avanti non è frutto del solo dinamismo di mercato, ma va interpretato alla luce di un quadro geopolitico complesso.

Il 2025 è stato infatti dominato dall’ombra dei dazi statunitensi, che ha spinto le imprese locali a una spiccata reattività strategica. Una parte della crescita è riconducibile al fenomeno del front loading: per anticipare l’entrata in vigore di nuove barriere tariffarie, le aziende varesine hanno accelerato le spedizioni, muovendosi con una logica che ha permesso di mettere in sicurezza i portafogli ordini.

Il mercato statunitense, pur confermandosi al secondo posto tra le destinazioni delle esportazioni varesine dietro la Germania (che mantiene il primato con il 10,8% dell’export totale e un +8,5%), ha mostrato un dinamismo marcato con un’impennata del 46,9%, raggiungendo il valore di 1,23 miliardi di euro.

Qui, a guidare la classifica sono i macchinari e gli apparecchi, che pesano per il 28% sul totale delle vendite verso gli USA e segnano un incremento record del 63%. Seguono i mezzi di trasporto con un peso del 13% e una crescita del 15%.

Il quadro europeo resta positivo con la Francia al terzo posto (+5%), seguita da un Regno Unito in forte ripresa (+17%) e dalla Spagna (+16,3%).

Analizzando i settori merceologici, il comparto manifatturiero varesino trova il suo pilastro nei mezzi di trasporto, prima voce dell’export provinciale con oltre 2,6 miliardi di euro (18,96% del totale) e un incremento del 32,7% sul 2024. I principali mercati di sbocco di questo settore sono: Polonia, Regno Unito e Arabia Saudita. Trend positivi si rilevano anche verso Norvegia e Turchia. Non meno rilevante è il contributo dei macchinari e apparecchi, che incidono per il 18,39% sull’export totale con una crescita del 10,36%, seguiti dal settore tessile e abbigliamento, capace di una variazione positiva del 25,58%.

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