Cuvio | 21 Marzo 2026

Al teatro di Cuvio, un evento dedicato a Dario Fo

L'associazione "GaEle" presenta "Maestro! Maestro!". L'appuntamento si terrà domenica 29 marzo alle ore 18, presso il teatro comunale di Cuvio

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Cento anni fa, nel marzo del 1926, nasceva a San Giano, in provincia di Varese, Dario Fo. Un anniversario importante per il territorio, ma anche l’occasione per tornare a parlare di una delle figure più originali del teatro italiano del Novecento, scomparsa nel 2016 dopo una carriera che lo ha portato dalla scena alla scrittura, dalla pittura alla regia, fino al Premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 1997.

Proprio a Fo sarà dedicato l’appuntamento organizzato dall’associazione GaEle domenica 29 marzo alle 18, al Teatro Comunale di Cuvio, in via V. Veneto 14. Un omaggio che acquista un significato particolare anche per chi lo propone: M. Elena Danelli e Gaetano Blaiotta, responsabili di GaEle in Valcuvia, hanno infatti avuto modo di conoscere Dario Fo e Franca Rame e di seguire i loro corsi teatrali alla Libera Università di Alcatraz, fondata da Jacopo Fo sulle colline tra Gubbio e Perugia. L’ingresso all’iniziativa sarà gratuito.

Durante la serata sarà presentata anche una cartella d’arte in edizione limitata, realizzata interamente a mano e dedicata a Fo. Ma non si tratterà soltanto di ricordarlo attraverso le immagini. Saranno presenti Marina De Juli, attrice che ha lavorato per molti anni con la compagnia di Dario Fo e Franca Rame, e Mario Chiodetti, giornalista e scrittore, che permetterà al pubblico di ascoltare anche la voce di Fo attraverso alcune registrazioni. De Juli entrò nella compagnia nel 1991 e per oltre vent’anni lavorò con la coppia, diventando interprete di numerosi testi e spettacoli.

Riportare alla memoria Dario Fo significa del resto tornare a una particolare idea di teatro: popolare, diretto, capace di mescolare comicità e critica, parola e gesto. Una delle sue caratteristiche più note era il recupero della tradizione dei giullari e della cultura orale, arrivando a utilizzare il grammelot, una forma di linguaggio teatrale costruita attraverso suoni, dialetti e invenzioni. Fu anche questa capacità di utilizzare il teatro per parlare del potere, delle ingiustizie e degli ultimi a contribuire al riconoscimento internazionale culminato nel Nobel.

Per questi motivi, ricordarlo oggi non significa solo tornare a farsi (con lui e grazie a lui) delle grasse risate, ma riflettere in modo più ampio sul potere educativo e informativo del teatro, che nella società odierna troppo spesso sembra essere svalutato.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com