Cuvio | 4 Ottobre 2025

“Stai a vedere che Robyt”, a Cuvio GaEle presenta un nuovo “libro d’artista”

Oggi pomeriggio nella corte dell’associazione i due editori racconteranno il nuovo libro manufatto di Lorenza Auguadra. Cosa racconta, nelle parole di Mario Chiodetti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

“… Si chiama Robyt, non è un robot, ma un monito, e ci porta un messaggio drammatico, per farci riflettere, se ancora qualcuno lo volesse fare, sulle ferite che l’uomo infligge alla Terra, in uno sfacelo continuo preludio ormai al punto di non ritorno. Lorenza Auguadra, autrice di raccolte poetiche e poemetti teatrali e di fantasiose filastrocche, da sempre impegnata nel sociale, compie in questo suo lavoro in versi una riflessione sulla modernità e i suoi guasti, sullo spreco indiscriminato, e sulla possibilità di riciclare il più possibile ciò che buttiamo ogni giorno in incredibile quantità, uccidendo i mari, le montagne e le campagne, perfino i deserti.” ~ {dalla prefazione di Mario Chiodetti}

Da anni l’impegno di M. Elena Danelli e Gaetano Blaiotta è una piccola goccia di cultura quotidiana tramite la realizzazione di libri d’artista interamente manufatti, incontri culturali, mostre, nel nome della poesia e dell’arte, con attenzione al dialogo della figura dell’artista nel contemporaneo.

Nell’antica corte di GaEle a Cuvio, sabato 4 ottobre alle 17.00, verrà ospitato un personaggio speciale, dall’aspetto contemporaneo e dal nome Robyt, il protagonista di Stai a vedere che Robyt..., un nuovo libro manufatto in edizione limitata realizzato da GaEle.

Il suo creatore, o meglio, creatrice è la poetessa Lorenza Auguadra, che ha dato aspetto ad un sentire, ad un impegno di amore che ha assunto l’aspetto di “… un Messia di polistirolo e sughero… che forse finalmente riesca a farci aprire gli occhi sui disastri vecchi e nuovi, sulla Terra riarsa dal cambiamento climatico, sulla scomparsa delle stagioni, sulle isole di plastica in mezzo agli oceani, sulla morte dell’Amazzonia e dei ghiacciai, sulle guerre e le deportazioni, sulle violenze fisiche e verbali, e ci urli in faccia “la follia del nostro stato”. La Terra è un’eredità, e noi la stiamo dissipando, ora dopo ora, dimenticando la storia dei padri, il dono incommensurabile che ci è stato offerto per vivere in pace e con il rispetto verso tutti gli altri esseri viventi. Cosa rimane a noi poveri uomini, illusi che la poesia, l’arte e la musica possano essere un balsamo per la mente e il cuore, e con essi si possano combattere i mostri dell’algoritmocrazia e quelli generati dall’Intelligenza artificiale?” {dalla prefazione di Mario Chiodetti}

L’ingresso alla presentazione del volumetto è libero e aperto a tutti.

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