Venerdì 20 marzo alle 20:45, alla Sala Polivalente di Cuveglio, torna l’appuntamento con il cineforum mensile organizzato in collaborazione con FilmStudio90, storica realtà del cinema varesino. Ad accompagnare il pubblico durante la serata sarà Alessandro Leone, regista e critico dell’associazione, che introdurrà il film e guiderà il dibattito al termine della proiezione. L’ingresso è gratuito.
Il secondo appuntamento della rassegna è dedicato a Figli, film del 2020 diretto da Giuseppe Bonito e interpretato da Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea. Una commedia che parla di genitorialità, ma soprattutto della fatica quotidiana che può nascondersi dietro quella che siamo abituati a considerare la famiglia «normale»: il lavoro, i figli, le poche ore di sonno, le difficoltà economiche, la mancanza di tempo e anche il rischio che, nel tentativo di occuparsi di tutto, una coppia finisca per perdersi un po’ di vista.
La storia di Figli, però, nasce prima del film. Alla base c’è infatti I figli ti invecchiano, monologo scritto da Mattia Torre e interpretato da Mastandrea nel 2018. Torre, autore e sceneggiatore conosciuto anche per Boris, avrebbe dovuto dirigere personalmente il film, ma morì nel 2019, prima dell’inizio delle riprese. A portare avanti il progetto fu quindi Bonito, che aveva già collaborato con lui.
Ed è forse proprio questo a rendere Figli diverso da molte commedie sulla famiglia. Non idealizza la genitorialità e non cerca nemmeno di trasformarla in una tragedia: racconta piuttosto quella zona molto concreta in cui amore e stanchezza convivono. Si ride perché alcune situazioni sono assurde, ma anche perché sono riconoscibili. Il secondo figlio, nel film, non è semplicemente «un altro bambino»: è l’evento che costringe una coppia a riorganizzare completamente la propria vita.
Torre era particolarmente bravo a partire da situazioni quotidiane e apparentemente banali per arrivare a qualcosa di più ampio. In Figli la domanda non riguarda soltanto l’essere genitori, ma il modo in cui si può continuare a essere se stessi quando la vita cambia e le responsabilità aumentano. E, forse, anche il modo in cui una società considera la famiglia: spesso come qualcosa di fondamentale, ma lasciando poi ai singoli il compito di trovare da soli il tempo, le energie e gli strumenti per farla funzionare.
Dopo Figli, la rassegna proseguirà venerdì 24 aprile con Belfast di Kenneth Branagh e venerdì 5 giugno con Il maestro che promise il mare di Patricia Font.
© Riproduzione riservata





