Corrono, vento in poppa, i lavori di costruzione del nuovo asilo nido comunale di Luino avviati lo scorso dicembre in via della Roggia, nella frazione di Voldomino.
Un progetto a cui l’amministrazione guidata da Enrico Bianchi tiene particolarmente, che vede un investimento di circa due milioni di euro, sostenuto in gran parte dai fondi del PNRR, con la prospettiva di offrire alle famiglie della città una struttura nuova, grande, sicura e sostenibile in grado di accogliere e prendersi cura di 54 bambini.
Al termine del primo lotto dell’opera, Palazzo Serbelloni ha organizzato, in collaborazione con le ditte incaricate, un open day per illustrare la progettazione e le tecniche utilizzate per l’edificazione del nuovo nido agli addetti ai lavori (geometri, ingegneri e architetti) e agli studenti dell’I.S.I.S. “Città di Luino – Carlo Volontè”.
A guidare la visita al cantiere, insieme all’assessora ai Lavori Pubblici Francesca Porfiri, i professionisti di ProjEco Group, la ditta che si è occupata della realizzazione dell’opera, e del Gruppo Pirotto, a cui è stata affidata la costruzione e la posa dell’armatura in legno che caratterizza l’intera struttura progettata dallo studio dell’architetto Luca Compri.
È infatti la bioedilizia la strada intrapresa per dare vita a questo nuovo polo dedicato alla primissima infanzia, che sarà distribuito su unico piano e circondato da un giardino che consentirà ai bimbi di avere una relazione continua – visiva e non solo – con il verde esterno.
Una scelta che fa il paio con il disegno della pianta interna, con spazi curvilinei che si compenetrano tra loro in giochi di prospettive, nell’ottica di creare un luogo che, una volta terminato in tutte le sue parti, racconti di accoglienza, morbidezza e calore, come ha spiegato l’assessora Porfiri accennando anche alla forma della copertura che rappresenterà «la gonna di una grande mamma che accoglie tutti i bambini».
Fra gli aspetti più tecnici risalta sicuramente proprio l’aspetto legato alla struttura lignea a telaio, che è stata posata – ancorata attraverso un sistema ben studiato di giunzioni e staffe – sopra una base in cemento realizzata in posizione sopraelevata rispetto al piano del terreno recependo, ha aggiunto Porfiri, le indicazioni emerse da uno studio condotto dalla Comunità Montana Valli del Verbano sull’alveo del torrente Margorabbia che scorre poco distante.
Tenendo in considerazione le tempistiche rapide richieste dal PNRR, l’intelaiatura in legno composito, che prevede anche l’utilizzo di lolla di riso come isolante, è stata realizzata con tecniche di prefabbricazione che hanno permesso di velocizzare in modo importante il lavoro: le singole parti sono state infatti preparate e assemblate in azienda in una ventina di giorni per poi essere trasportate in cantiere dove si è provveduto, in poco tempo, al montaggio. Ora, conclusa questa fase, partirà a breve il secondo lotto di lavori.
Con alle spalle importanti studi ingegneristici nei quali non manca un’attenzione alla gestione dei potenziali problemi causati dal fuoco o dall’umidità, questa tipologia di edilizia può essere – ed è – utilizzata per edifici di qualsiasi genere, anche multipiano. E, nel caso del nuovo asilo nido di Luino, ha permesso di creare una struttura improntata al massimo comfort, al benessere e alla salubrità di chi ne usufruirà, massimizzando il più possibile la sua concettualizzazione in termini di abitabilità e di naturalità e andando incontro ai desideri dell’amministrazione Bianchi dal punto di vista ambientale e in termini di qualità architettonica.
«Abbiamo voluto cogliere l’occasione del PNRR per rinforzare il servizio dell’asilo, già attivo da anni in via Forlanini, accogliendo altri 24 bambini e, dato che non è stato possibile ottimizzare la struttura esistente si è scelto di costruirne una completamente nuova e più ampia attraverso un percorso di progettazione partecipata con le insegnanti – conclude l’assessora Porfiri – Il risultato sarà un edificio che potrà rappresentare per le nuove generazioni un manifesto dell’architettura, del come si dovrebbe costruire oggi».
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