Laveno Mombello | 27 Gennaio 2026

Laveno, urbanistica: «Certezza delle regole, lavoro e nuova visione»

L'intervento del vice sindaco Bardelli sugli ultimi aggiornamenti riguardanti il Piano di governo del territorio. Sfide attuali, scelte strategiche e il lavoro svolto negli ultimi anni

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Nel consiglio comunale di lunedì 19 gennaio a Laveno Mombello il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Fabio Bardelli, ha illustrato due passaggi chiave per il futuro del paese: l’estensione di validità del Documento di Piano del Pgt (Piano di governo del territorio), e l’approvazione definitiva di una variante che riguarda il futuro della viabilità nell’area attorno alla cartiera Merati.

Atti tecnici che hanno generato dibattito tra maggioranza e opposizione. Atti legati da un filo comune, sottolinea Bardelli in una nota scritta a seguito dell’assemblea: «Riportare ordine, certezza e visione di una materia, l’urbanistica, che negli ultimi anni ha mostrato tutte le sue complessità, anche attraverso scelte controverse derivanti dalla passata pianificazione».

La delibera sul Documento di piano non concede una nuova proroga e non apre un nuovo procedimento urbanistico, precisa il vice sindaco. «Non si tratta di “allungare” il Pgt, ma di rendere esplicito, trasparente e incontestabile un effetto che la legge regionale ha già prodotto automaticamente. La normativa sul contenimento del consumo di suolo, infatti, ha previsto negli anni proroghe e riallineamenti legati all’adeguamento della pianificazione sovraordinata – il Piano territoriale regionale e il Piano territoriale di coordinamento provinciale – e per i Pgt già prorogati ha stabilito un’ulteriore estensione automatica della durata del Documento di piano, collegandola all’efficacia dell’adeguamento provinciale, senza necessità di nuove deliberazioni comunali. Il Consiglio, dunque, ha semplicemente preso atto di questa estensione “ope legis”, per dare un’unica data certa a uffici, cittadini, tecnici e operatori, evitando letture divergenti e possibili contenziosi».

La questione, particolarmente tecnica, ha messo in evidenza un nodo politico: perché in questi anni non è stata avviata una variante generale del Pgt, più restrittiva sul consumo di suolo e più attenta alle criticità emerse? Bardelli invita a distinguere tra assenza di lavoro e scelta di sequenza.

«Con una variante appena approvata nel 2021 e una cornice provinciale ancora in evoluzione, avviare subito una variante generale avrebbe significato da un lato rischiare di disperdere risorse pubbliche su scenari che il nuovo Ptcp avrebbe potuto rendere incoerenti o da riscrivere, dall’altro aumentare il rischio di contenzioso, in un contesto in cui i diritti urbanistici sono già radicati e le norme sovraordinate sono in transizione. L’amministrazione – fa sapere Bardelli – ha quindi scelto una linea diversa: lavorare in raccordo con la Provincia di Varese, seguire da vicino l’evoluzione del Ptcp e preparare una variante generale efficace, difendibile, non velleitaria da avviare non appena la griglia provinciale sarà definita. Le interlocuzioni tecniche guardano a un orizzonte che si colloca, realisticamente, nella primavera 2026».

C’è poi il tema della riduzione di suolo. «Ridurre – spiega il vicesindaco di Laveno Mombello – non significa congelare il paese, ma scegliere dove e come concentrare trasformazioni compatibili, proteggendo le parti più sensibili del territorio. Per scrivere regole efficaci e difendibili, però, serve la cornice provinciale. Da qui la scelta di attendere il Ptcp per avviare la variante generale. In questo quadro il sindaco ha ribadito l’impegno a contenere e correggere alcune criticità emerse dal Pgt del 2014, citando in particolare i “palazzoni” di via San Michele e la piazza interna all’ex Ceramica. Interventi costosi e urbanisticamente discutibili, che rischiano di rimanere poco utilizzati dai cittadini».

Il messaggio politico è netto: «Il prossimo Pgt – aggiunge ancora Bardelli – non dovrà riprodurre scelte che generano volumi difficili da integrare nella vita quotidiana e spazi pubblici formalmente corretti ma sostanzialmente marginali». Messaggio conclusivo: «Il Pgt non è un alibi. Non può essere trattato come se fosse lui a decidere cosa fare. Il Pgt traduce in regole una scelta politica e una visione di comunità. Se la politica è chiara, lo strumento segue. Se la politica è confusa, il piano diventa un labirinto e cresce solo il contenzioso. La presa d’atto della proroga automatica del Documento di Piano è stata presentata proprio come un atto di trasparenza: non inventa nulla, non spende nulla, ma costringe a dire le cose come stanno e a dichiarare l’impegno, una volta definita la cornice provinciale, ad avviare la riforma del Pgt con una città più pedonale, più connessa e più viva».

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