Anche il progetto di riqualificazione degli spazi pubblici di Villa Hussy e di piazza Risorgimento è stato uno dei temi affrontati durante il consiglio comunale di giovedì 22 gennaio, a Luino.
L’argomento è stato sollevato attraverso un’interrogazione presentata dal consigliere Furio Artoni (“Azione Civica per Luino e Frazioni”) dopo una nota del gruppo Stati Generali del Centro Destra-Per Luino, che appoggia la sua candidatura a sindaco in vista delle elezioni comunali della prossima primavera: al centro l’ipotesi, contenuta nell’ampio progetto presentato dall’amministrazione, di eliminare la recinzione che circonda la villa che oggi ospita la Biblioteca Civica, con l’intento di estendere la fruibilità dell’ampio parco unendola direttamente al centro città.
Nel suo intervento in aula consiliare, Artoni ha ribadito la necessità di preservare il muro di cinta, ritenendo che non debba essere demolito, ma piuttosto migliorato e trattato in modo adeguato, mantenendolo come elemento di confine dell’edificio storico.
Secondo il capogruppo di “Azione civica”, infatti, eliminare il limite fisico significherebbe «far entrare il caos dentro Villa Hussy», snaturando uno spazio che oggi rappresenta un luogo di ordine, tranquillità e pace, frequentato soprattutto dagli studenti. Artoni ha sottolineato anche il valore artistico, paesaggistico e architettonico della recinzione, delle sedute e della struttura che circonda la villa, evidenziando come questo stile architettonico meriti di essere tutelato e conservato nel tempo.
All’interrogazione ha risposto l’assessora Francesca Porfiri, chiarendo che la proposta progettuale è già stata riformulata dal tecnico incaricato a seguito delle osservazioni della Sovrintendenza di Milano. Tale ente infatti, pur comprendendo e condividendo l’intento di collegare maggiormente il parco di Villa Hussy ai percorsi circostanti e al parco Ferrini, ha ritenuto «non coerente» con i caratteri storici, architettonici e paesaggistici della villa la sostituzione della recinzione con un muretto-seduta. Per questo motivo è stata richiesta una soluzione alternativa che conservi per la maggior parte l’assetto esistente, suggerendo anche l’apertura di un nuovo varco in corrispondenza dell’attraversamento pedonale verso il parco Ferrini.
Nel dicembre 2025 sono dunque state trasmesse le nuove proposte relative al muro di cinta, attualmente ancora in fase di valutazione da parte della Sovrintendenza. Si tratta, ha spiegato l’assessora, di soluzioni che non prevedono più demolizioni massive e che contengono già misure volte a «garantire sicurezza, serenità e una corretta fruizione di Villa Hussy e del suo parco». L’orientamento seguito è quello di «una ristrutturazione alternativa che valorizzi la villa senza eliminarne le funzionalità per la comunità e senza sacrificare gli elementi storici che la caratterizzano».
Nel dettaglio, la proposta progettuale rinnovata prevede la conservazione delle inferriate esistenti e la rimozione delle partizioni di muratura, sostituite da una cancellata analoga a quella già presente, di richiamo Liberty. Una soluzione che garantirebbe protezione, ma allo stesso tempo renderebbe il parco più permeabile alla vista, lasciando al verde un ruolo predominante e assicurando una migliore sorvegliabilità dell’area, in continuità con il contesto urbano circostante. Ulteriori due proposte prevedono la rimozione anche delle cancellate, lasciando solo le colonnine in muratura, e un’armonizzazione della recinzione a livello di materiali con l’utilizzo di mattoni che riprendono il colore del porfido.
Il tema di Villa Hussy, ha sottolineato in chiusura Porfiri, è stato ampiamente discusso anche durante gli incontri pubblici che l’amministrazione ha organizzato per la cittadinanza, con posizioni differenti tra favorevoli e contrari alle diverse ipotesi progettuali che hanno dimostrato una certa vivacità di dibattito. «Nella nostra visione di città pubblica – ha concluso – lo spazio virtuoso rappresentato dalla biblioteca dovrebbe catalizzare l’attenzione anche chi si vorrebbe lasciar fuori perché “non adeguato”, contribuendo così a costruire una comunità più forte e sicura».
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