«Abbattere il muro non è riqualificazione», scrive il gruppo Stati Generali del Centro Destra – Per Luino in una nota dedicata al progetto dell’amministrazione comunale luinese per valorizzare Villa Hussy, lo storico immobile situato in piazza Risorgimento e sede della Biblioteca.
Il gruppo che sostiene la candidatura a sindaco di Furio Artoni, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera, punta il dito contro il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la riqualificazione della villa, e in particolare contro il parziale abbattimento del muro perimetrale. Senza quella protezione, è la tesi del gruppo, lo spazio esterno di Villa Hussy rischia di diventare un luogo di bivacco.
La critica riguarda quindi la sicurezza. E Furio Artoni, attualmente consigliere comunale di minoranza, ha dedicato al tema un’interrogazione che verrà presentata e discussa durante il prossimo consiglio comunale.
Con la rimozione di una parte del muro perimetrale dell’edificio, a dividere la superficie esterna della villa dal marciapiede e dalla piazza resterebbe un muretto di circa 50 centimetri, funzionale per “la sosta e la socialità delle persone”, scrive Artoni nella sua interrogazione riprendendo il contenuto del progetto dell’amministrazione Bianchi, e utile per aprire alla vista il giardino attorno all’immobile. Ma in questo modo, è la posizione di Artoni e del suo gruppo, proprio lo spazio esterno che si intende valorizzare diventerebbe uno spazio accessibile anche a «persone poco rispettose dell’area pubblica». Dunque, per Artoni, l’abbattimento di parte del muro, «senza adeguate alternative, rischia di compromettere la serenità degli studenti e la fruizione collettiva» della Biblioteca.
Sul punto si concentrano le domande di Artoni : «E’ possibile riconsiderare questa scelta assurda? Quali misure concrete garantiranno sicurezza e decoro?». Per il consigliere di minoranza e per il suo gruppo, «Villa Hussy va preservata, non smantellata. Il muro va restaurato, non demolito». E i ragazzi che frequentano la Biblioteca «vanno tutelati, non esposti al degrado».
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