Nella Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2026 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica con il quale è stato ufficialmente indetto il referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, più semplicemente noto come referendum sulla separazione delle carriere.
La consultazione referendaria si svolgerà nei giorni di domenica 22 e lunedì 23 marzo e il quesito sottoposto agli elettori è formulato nei seguenti termini: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».
In concreto, gli italiani sono chiamati a esprimersi su una riforma costituzionale che va a incidere sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri: si tratterà dunque di decidere se confermare o respingere una modifica della Costituzione che, pur mantenendo l’autonomia della magistratura, ne ridisegna i meccanismi di autogoverno e consolida la distinzione dei percorsi professionali.
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non sarà previsto un quorum: l’esito della consultazione sarà determinato dalla maggioranza dei voti validi, indipendentemente, dunque, dalla partecipazione dei cittadini al voto.
Le operazioni di voto si svolgeranno secondo un calendario articolato su due giornate. I seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì 23 marzo dalle 7.00 alle 15.00 e lo scrutinio avrà inizio immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto e dopo l’accertamento del numero dei votanti.
Per quanto riguarda gli elettori italiani residenti all’estero, la normativa vigente prevede il voto per corrispondenza. I cittadini iscritti all’AIRE sono inseriti d’ufficio negli elenchi degli elettori residenti all’estero e riceveranno il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza.
Resta comunque salva la possibilità, per gli elettori residenti all’estero, di esercitare il diritto di voto in Italia. Opzione che deve essere espressa in modo formale e tempestivo in occasione di ogni consultazione popolare ed è valida esclusivamente per il singolo referendum. La richiesta deve essere presentata entro il decimo giorno successivo all’indizione del referendum, termine che, riferito alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale, scade il 24 gennaio 2026 (modulo scaricabile qui).
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