Varese | 13 Gennaio 2026

Luino, libero l’uomo che ha tirato un pugno in faccia ad un carabiniere

Dopo l’arresto per il pugno al militare di Maccagno, l’uomo è tornato libero: non contestata la resistenza, solo un monito ad allontanarsi dall’area varesina

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Nuovi sviluppi nella vicenda avvenuta nel centro di Luino nel pomeriggio di domenica 11 gennaio, quando un uomo aveva aggredito un carabiniere, tirandogli un pugno in faccia, mentre erano in corso le operazioni di soccorso per un incidente stradale tra viale Dante, Palazzo Verbania e piazza Garibaldi. Nella giornata di ieri, lunedì 12 gennaio, l’uomo è stato infatti rimesso in libertà.

Si tratta di un cittadino rumeno sulla quarantina, senza fissa dimora, che domenica pomeriggio, in evidente stato di ebbrezza, aveva creato disordini nell’area dell’incidente. Dopo essere stato invitato più volte dai carabinieri della Stazione di Maccagno a mantenere un comportamento adeguato, aveva improvvisamente colpito con un pugno al volto un militare dell’Arma, rendendo necessario l’intervento anche di una pattuglia del Radiomobile di Luino. Contro di loro urlava anche “Fuck you, I kill you!”.

L’uomo era stato arrestato e condotto nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di via San Pietro a Luino, a disposizione dell’autorità giudiziaria, ma anche qui mentre si rifiutava di entrare in cella, ha sputato a uno dei militari dell’Arma. L’aggiornamento emerso nelle ore successive, ieri, chiarisce però che la resistenza a pubblico ufficiale non è stata punita e che, una volta liberato, l’uomo ha ricevuto un monito a non trattenersi nelle zone di Luino, Varese e nei Comuni limitrofi.

Un elemento che aggiunge ulteriore rilievo alla vicenda riguarda il recente passato del soggetto. Nei primi giorni di gennaio, infatti, lo stesso uomo avrebbe dato in escandescenze in un ospedale della provincia di Milano, dopo aver aggredito con un pugno un medico, mettendo a soqquadro alcuni locali della struttura sanitaria.

La sequenza degli episodi, concentrati in poche settimane e accomunati da aggressioni fisiche a operatori pubblici, riporta l’attenzione sui meccanismi previsti dal codice di procedura penale in materia di misure cautelari, valutazione della recidiva e tutela delle persone che svolgono funzioni di servizio pubblico, temi che tornano ciclicamente al centro del dibattito giudiziario e istituzionale, causando indignazione e rabbia tra i cittadini, che riversano il loro malcontento sui social network.

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