Germignaga | 31 Ottobre 2025

Germignaga, ricordi dal passato: don Pietro Pesenti e i giovani

Nel 1914 fu inaugurato l'oratorio di via Cadorna voluto dal religioso che aveva un legame speciale con la gioventù. "Ra Fiùmm" ha restaurato il medaglione appartenente a una lapide a lui dedicata

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Questo fine settimana ricorre la commemorazione di tutti i defunti: da calendario domenica 2 novembre, ma a Germignaga il rito religioso con la benedizione delle tombe avverrà domani pomeriggio alle ore 16:30, funzione a cui farà seguito presso la chiesa di San Giovanni Battista, la celebrazione della Messa prefestiva.

La visita dei propri cari all’interno del nostro cimitero è però un’occasione per andare a visionare alcune preziosità che si trovano al suo interno, fra cui una di recente collocazione, grazie ad una nuova operazione di salvataggio portata recentemente a termine dall’Associazione Culturale “ra Fiùmm” – Carlo Alessandro Pisoni: il recupero di un medaglione raffigurante Don Pietro Pesenti, Parroco di Germignaga dal 1905 al 1915.

L’effige era parte integrante di una lapide commemorativa a lui dedicata, collocata all’interno dell’ex oratorio maschile di via Cadorna, opera realizzata grazie al suo concreto interessamento e inaugurata il 25 gennaio 1914. Sulla lapide così era ricordato: “La venerata memoria dell’amato Parroco Don Pietro Pesenti che nel suo grande amore alla gioventù questa sala volle eretta per la vostra saggia educazione vi sia stimolo o giovani a vita praticamente cristiana”.

L’edificio, alienato dalla Parrocchia nei mesi scorsi, è stato in seguito trasformato in abitazioni private e durante i lavori di ristrutturazione la lapide purtroppo è andata perduta.

Grazie all’interessamento di una nipote di Don Pietro, almeno la sua effige però è stata recuperata. Il medaglione era ormai parecchio deteriorato e bisognoso di restauro, operazione presa in carico dall’Associazione “ra Fiùmm”. Apparentemente in bronzo, in realtà si tratta di un altorilievo realizzato con una particolare tecnica: si iniziava modellando plasticamente la forma, in seguito veniva rivestita con diversi strati di finissima scagliola di gesso, mista a fibre vegetali. Quest’ultime servivano a conferire consistenza al composto, rendendolo nello stesso tempo resistente e leggero.

Quando il medaglione era perfettamente asciutto si procedeva alla rifinitura dei dettagli superficiali e successivamente all’operazione di “bronzatura” che avveniva inizialmente, con l’applicazione sulla parte a vista del modello, di sfregature di polveri metalliche. Successivamente veniva ricoperta da una sottilissima lamina di rame formata con la tecnica galvanoplastica. Infine con la finitura realizzata verniciando il modello con diverse tinte, miscelando ancora i colori con sfridi di polveri metalliche e ottenendo così una perfetta imitazione della patina di bronzo.

Una tecnica certamente utilizzata in quegli anni dallo scultore Paolo Troubetzkoy (Intra, 1866-1938), autore di un medaglione analogo realizzato in memoria di Carlo Cattaneo, il noto politico, storico e filosofo milanese del Risorgimento. Non è stato semplice per il restauratore sistemare le vistose mancanze che avevano intaccato la fragilissima lamina di rame e rinforzare il supporto interno in gesso, ormai diventato estremamente friabile. Il risultato finale è però più che soddisfacente.

Potrete andare a visionare questo pregevole medaglione al di sotto dei porticati vecchi del cimitero, entrando dall’ingresso adiacente al muro perimetrale. Lo troverete immediatamente a sinistra, al di sopra della tomba dove Don Pietro Pesenti riposa, a fianco di quella di Carlo Alessandro Pisoni e di alcuni suoi familiari.

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