Per porre un freno al fenomeno dei fungiatt improvvisati il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Ivan Vargiu, lancia una proposta: «Ripristinare il tesserino obbligatorio per la raccolta funghi».
L’autorizzazione, in passato rilasciata a pagamento, è stata sostituita a livello lombardo nel 2015 dalla raccolta gratuita, anche se è rimasta la possibilità, sui singoli territori locali, di ricorrere a permessi per la raccolta legati alla tutela dei boschi e della biodiversità.
Per il primo cittadini di Maccagno, a fronte dei tanti casi di cercatori di funghi che ogni settimana si perdono nel bosco, ristabilire dei “paletti” nell’accesso all’attività di raccolta funghi, sempre molto in voga, sarebbe utile per prevenire le situazioni di pericolo. Su questo fronte Vargiu riprende e condivide il recente messaggio del sindaco di Tronzano, Antonio Palmieri, che si è esposto sul tema dopo il quarto intervento dell’elisoccorso, nel giro di una settimana, per recuperare cercatori di funghi in difficoltà nei boschi dell’alto Varesotto: «Bisogna capire che non ci si può improvvisare fungiatt, e che non ci si mette alla ricerca di funghi se non si è in piena forma, e non si ha la necessaria preparazione per camminare in montagna e per riconoscere i funghi commestibili da quelli che non lo sono».
Il tesserino per la raccolta, sottolinea il sindaco di Maccagno, sarebbe importante anche per fornire ai cercatori del materiale informativo sulla dotazione obbligatoria per andare nei boschi in sicurezza, munendosi ad esempio di cartine per le aree in cui il segnale dello smartphone è assente, e di abbigliamento adeguato.
«Troppe le persone che arrivano in Forcora, spesso per la prima volta, per attività che non c’entrano con la raccolta dei funghi, e che poi nel corso della giornata si avventurano nel bosco, magari dopo un pranzo in compagnia, tralasciando completamente le precauzioni e senza considerare i pericoli. Bisogna conoscere la zona ed essere attrezzati prima di entrare nel bosco».
Modificare le regole della raccolta funghi, «a livello comunale o di comunità montana», aggiunge infine Vargiu, consentirebbe infine di rafforzare monitoraggio e sanzioni per i trasgressori, e di creare risorse economiche da investire nella manutenzione dei sentieri e per far fronte alle spese di protezione civile, soccorso alpino, vigili del fuoco, e di tutto il personale che interviene quando un cercatore di funghi si perde nel bosco.
Ad oggi sul territorio della Comunità montana Valli del Verbano la raccolta funghi è gratuita. Ogni persona può raccogliere fino a un massimo di 3 chili di funghi, e deve ricordarsi di effettuare la pulizia generale del fungo sul luogo di raccolta, e di utilizzare contenitori rigidi e areati. Sono vietati i contenitori di plastica.
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