Di seguito il testo integrale della lettera inviata alla redazione da Liviana Fontana per condividere con Luinonotizie una riflessione sul futuro della biblioteca lavenese.
Nella lettera si fa riferimento a quanto emerso dall’ultimo consiglio comunale di Laveno, durante il quale l’assessore alla Cultura, Alice Gomiero, dopo un’interrogazione del centrosinistra dedicata al futuro della biblioteca, ha parlato dei progetti dell’amministrazione per valorizzare il servizio. Un servizio al momento penalizzato dai lavori di adeguamento alle norme antincendio, per i quali diversi spazi della biblioteca sono stati chiusi al pubblico.
Liviana Fontana ha diretto la biblioteca di Laveno dal 1977 al 2019.
Ho letto con interesse l’articolo recentemente pubblicato a proposito della biblioteca comunale di Laveno Mombello, e vorrei esplicitare alcune riflessioni. Nell’articolo non si fa cenno al particolare patrimonio librario della biblioteca, cosa del resto poco presente anche nei discorsi del Sindaco e dell’Assessora Gomiero.
I libri sono di solito considerati la principale ricchezza di una biblioteca. Anche nel nostro caso si tratta di una grande quantità di testi, negli anni accuratamente acquisiti e selezionati, presentati al pubblico a scaffale aperto, cosa molto apprezzata dai lettori. Sembra invece ora di parlare di un pesante fardello di cui liberarsi, almeno in parte, al più presto.
Certamente, per rispettare le norme antincendio, non potranno più essere esposti totalmente ma bisognerebbe, prima di ogni altra cosa, fare uno sforzo per cercare di dare alla biblioteca il maggior numero di spazi possibile. A questa esigenza l’Amministrazione risponde proponendo una redistribuzione dei locali addirittura di 20 mq inferiore a quella attuale. Dov’è la logica?
Andiamo avanti. I posti a disposizione degli studenti nella futura aula studio saranno 14. Peccato le presenze fossero – quando la biblioteca era aperta – mediamente di 30/40 ragazzi al giorno.
Ancora. A proposito dell’orario di apertura, l’Assessora dice che, anche con l’apertura di sole 36 ore settimanali, siamo al di sopra degli standard regionali, e che la biblioteca di Varese apre 33 ore la settimana. Se proprio vogliamo fare dei raffronti, suggerirei di dare uno sguardo agli orari di apertura di Busto Arsizio e Gallarate. Se però vogliamo giocare al ribasso…
Continuiamo. Si parla della futura modernità: gaming, ricerche, lettura ad alta voce e spazi per i più piccoli. Diciamo allora che ricerche, lettura ad alta voce e sala ragazzi risultano in essere da qualche decennio. In cosa consista poi nel nostro caso il gaming (vocabolo inglese per designare videogiochi e affini) proposto dovrebbero spiegarlo l’Assessora. E spiegare anche perché viene considerato prioritario.
Sinceramente la realtà mi sembra molto più terra terra. Semplicemente si vuole privare la biblioteca di due bei locali per metterci uffici comunali. Molto all’avanguardia.
In realtà credo che la vera modernità di una biblioteca sia quella di offrire un patrimonio librario adeguato, servizi efficienti, spazi piacevoli e accoglienza alle persone e alle loro esigenze e passioni, in rapporto stretto con l’associazionismo e gli altri enti del territorio. Il resto è solo fumo negli occhi.
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