L’amministrazione comunale di Laveno Mombello risponde all’ex bibliotecaria del paese, Liviana Fontana, intervenuta con una lettera (pubblicata nei giorni scorsi) per condividere con i cittadini alcune perplessità sul progetto riguardante la valorizzazione della biblioteca di Villa Frua. Ecco la nota firmata da Civitas.
È doveroso precisare nuovamente, in aggiunta all’incontro con la cittadinanza e alla discussione avvenuta in Consiglio comunale, che la Biblioteca Antonia Pozzi, aperta nel 2000 a Villa Frua, non è mai stata messa a norma.
Per oltre vent’anni dipendenti comunali – tra cui la stessa dottoressa Fontana, autrice della lettera – e cittadini hanno lavorato e frequentato spazi privi delle condizioni di sicurezza richieste dalla legge e colpisce che questo aspetto non sia posto al centro della lettera aperta da parte di chi per due decenni ha operato in quegli ambienti.
Proprio questa è la ragione principale per cui l’Amministrazione Civitas ha deciso di sospendere temporaneamente l’attività e avviare una riorganizzazione complessiva.
Gli spazi studio non saranno ridotti ma ampliati, con un servizio esteso oltre l’orario ordinario per agevolare studenti e utenti. Quanto al patrimonio librario, l’attuale eccedenza di circa 35.000 volumi non può essere ospitata negli spazi disponibili senza violare le norme di sicurezza: per contenerli tutti occorrerebbe l’intera Villa Frua.
Non si tratta dunque di una scelta discrezionale del Comune e di questa Amministrazione, ma del rispetto di un obbligo imposto dalla legge. L’attuale Amministrazione si sta pertanto assumendo la responsabilità di risolvere un problema che avrebbe potuto e dovuto essere affrontato per tempo negli anni dal 2000 al 2020, con l’obiettivo di restituire entro la fine dell’anno una struttura sicura e fruibile dalla comunità in sicurezza. (Foto di copertina: Passione Foto)
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