Giovedì 14 agosto è stata inaugurata la “scuola vecchia” di Monteviasco, nella frazione di Curiglia con Monteviasco, riportata a nuova vita grazie all’impegno dei volontari dell’associazione “Monteviasco Borgo e Natura”. Il locale, che per decenni era rimasto chiuso e utilizzato come deposito, diventa oggi uno spazio di aggregazione, un piccolo museo e una “libreria libera”, dove chiunque può prendere libri da leggere e lasciarne altri a disposizione della comunità.
All’interno è stato ricavato un archivio ricco di libri antichi, rinvenuti nella soffitta della scuola: testi in latino risalenti anche al 1800, antichi messali, riviste diocesane, lettere pastorali, vecchi copioni teatrali. «A Monteviasco c’erano ben tre compagnie teatrali – raccontano i volontari – e questi testi, pieni di polvere e ragnatele, sono stati ripuliti e catalogati con pazienza». Non solo libri: sono emersi anche gli elenchi degli alunni che frequentavano la scuola, il più antico del 1920, insieme a temi scolastici, disegni, pagelle e persino i curiosi “Passaporti per il Paradiso”, colorati dai bambini negli anni Cinquanta.
La vecchia scuola è rimasta in quell’edificio fino alla fine degli anni Settanta, prima di trasferirsi in un altro locale comunale. Negli anni successivi lo spazio era stato usato come magazzino, finché i volontari hanno deciso di recuperarlo. Durante i lavori sono riemersi anche una lavagna in ardesia, un abaco in legno, antichi strumenti medici e bottigliette di vetro dei medicinali di un tempo. Ora il locale ospita anche un angolo lettura con poltrona, dedicato a chi vuole fermarsi a leggere.
I lavori sono stati interamente realizzati dai volontari, che hanno scrostato i muri, imbiancato, verniciato porte e finestre. I mobili originali sono stati restaurati, mentre altri arredi sono stati donati dalla comunità.
«Abbiamo iniziato a sistemarlo a fine aprile, con molte difficoltà perché non c’era né funivia né teleferica, quindi la fatica è stata doppia – commenta Marco D’Agostino, uno dei volontari –. Ci siamo portati su parecchia roba in spalla. Doppia fatica, ma doppia soddisfazione insomma. I nostri weekend li abbiamo passati lì, a pulire, sistemare, catalogare, allestire… ma è stata un’esperienza bellissima. Erano anni che avevamo in mente questo progetto».
La giornata di inaugurazione ha visto la partecipazione di Roberta Denti, giornalista, traduttrice e libraia di Stromboli, scelta come madrina dell’evento. «La libraia che inaugura la biblioteca libera» hanno sottolineato i volontari, ringraziandola insieme a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: «Egidio, Gianni, Rita, i ragazzi di Monteviasco che in questi giorni ci hanno aiutato tantissimo e Lucia, che ci ha trasmesso l’amore per questo paese e ci ha insegnato a non mollare mai».
Il locale, di proprietà della parrocchia, oggi si presenta come un luogo di memoria e di cultura, capace di custodire la storia del borgo e al tempo stesso aprirsi al futuro con la biblioteca libera, simbolo di condivisione e comunità.
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