Fondazione Felicita Morandi ETS, in occasione del ventesimo anno di attività, invita tutta la cittadinanza alla mostra “Com’eri vestita? – Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale”.
La mostra itinerante, visitabile presso la Biblioteca del Comune di Marchirolo dal 3 al 10 giugno 2025, è realizzata dal Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua ed è presentata da Fondazione Felicita Morandi ETS per celebrare il suo ventesimo anno di attività.
L’inaugurazione si terrà il 3 giugno alle ore 16:30, alla presenza della Presidente di Fondazione Felicita Morandi ETS, Dottoressa Giovanna Scienza, del Sindaco del Comune di Marchirolo Emanuele Schipani, del Vicesindaco Stefano Rametta, dell’Assessore Laura Olivas, dell’Assistente Sociale Federica Calvi e della Referente della Biblioteca Serra Chiara.
Saranno esposti i capi che simbolicamente rappresentano quelli indossati dalle donne al momento dell’aggressione, con l’intento di abbattere il muro del pregiudizio che fa della vittima la responsabile del reato subito. L’evento offrirà uno spunto di riflessione sul divario tra immaginario comune e realtà, mostrando come nessuna donna abbia mai armato la mano dell’aggressore con l’abbigliamento o l’atteggiamento.
La visita alla mostra è libera e gratuita. Il giorno dell’inaugurazione, il 3 giugno 2025, la mostra sarà aperta dalle 16:30 alle 21:00. Dal 4 al 10 giugno 2025, l’accesso sarà consentito dal lunedì al giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e il venerdì dalle 10:00 alle 13:00. Le aperture straordinarie saranno comunicate dalla sede ospitante. Sarà inoltre possibile prenotare visite per scolaresche o gruppi.
“Com’eri vestita? – Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale” è un’installazione realizzata dal Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua e presentata per la prima volta a Milano nel marzo 2018. I vestiti esposti rappresentano simbolicamente quelli indossati durante la violenza subita e sono accompagnati da brevi suggestioni condivise dalle donne con il centro milanese.
L’esposizione racconta non solo la realtà quotidiana dei centri antiviolenza, ma anche un percorso possibile verso la liberazione. L’iniziativa nasce dal bisogno di scuotere l’attenzione pubblica e sfatare gli stereotipi sulla violenza sessuale. La domanda “Com’eri vestita?”, troppo spesso rivolta in tono accusatorio, sposta l’attenzione dalla responsabilità dell’aggressore a chi ha subito la violenza.
L’obiettivo della mostra è quello di demolire l’idea che in qualche modo le donne attirino la violenza su di sé. Colpevolizzarle, spostare l’attenzione da chi agisce a chi subisce, significa alimentare pregiudizi già diffusi. Presentata inizialmente a Milano, la mostra ha poi intrapreso un viaggio attraverso l’Italia grazie all’impegno di tante realtà locali.
“Com’eri vestita?” prende ispirazione dalla poesia di Mary Simmerling, che si chiude con la frase: “Nessuno mi ha mai chiesto come fosse vestito lui. Anche se io lo ricordo benissimo.”, riportata su uno dei pannelli della mostra e letta da Paola Cortellesi in un video disponibile su YouTube.
Ogni abito è accompagnato da una brevissima ma intensa suggestione, senza dettagli morbosi, ma sufficiente per comprendere ciò che è accaduto. Le donne che hanno condiviso queste storie lo hanno fatto con l’intento di liberarsene, dicendo: “Così me ne libero, così affidandolo a voi io sono libera!”.
Il Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua, attivo dal 2000, fa parte della Rete delle Case delle Donne e dei Centri Antiviolenza della Lombardia ed è socio fondatore di D.i.Re. – Donne in Rete Contro la Violenza. Il centro garantisce riservatezza, anonimato e non giudizio, offrendo percorsi di sostegno e accompagnamento grazie a un’équipe composta da consulenti di accoglienza, psicologhe, avvocate, orientatrici e formatrici.
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