Ticino | 3 Novembre 2019

Ticino, il Gran Consiglio dice sì al nuovo Comune di Tresa

Anche il parlamento ha accolto la fusione tra Sessa, Ponte Tresa, Monteggio e Croglio, già approvata da un referendum. Il passaggio dopo il voto in primavera

E’ passato circa un anno da quando i cittadini svizzeri di quattro comuni, chiamati ad esprimersi attraverso un referendum, hanno dato il proprio benestare – quasi all’unanimità – per la costituzione di un nuovo grande ente locale che li rappresenti.

Sessa, Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, quattro amministrazioni unite sotto una nuova entità, il Comune di Tresa, rispetto al quale anche il parlamento ticinese – come riporta oggi La Prealpina – ha espresso parere positivo, andando a sancire in questo modo il sì definitivo al progetto, stilato dai sindaci coinvolti e poi presentato alle rispettive comunità dopo una lunga e complessa fase di studio dei potenziali benefici.

Benefici che, una volta conclusa l’analisi preliminare, hanno lasciato sul tavolo importanti prospettive di crescita, motivo per cui anche gli abitanti di Sessa – inizialmente unico comune a bocciare la fusione al referendum – hanno chiesto ad un passo dalla approvazione definitiva di essere reintegrati.

Ma oltre al caso di Sessa c’è un retroscena, svelato dal quotidiano locale, che riguarda il Comune di Astano (confinante con le valli di Dumenza) che nei giorni scorsi ha avanzato la richiesta di unirsi territorialmente e giuridicamente al “maxi comune”, sempre in virtù dei concetti di crescita e prosperità che hanno spinto all’intesa i padri fondatori del piano di fusione.

Nel loro disegno c’è il potenziamento delle strutture esistenti, ma anche l’elaborazione di nuovi servizi: “Asili nido, spazi per associazioni, centri sportivi, parcheggi e pista ciclabile lungo la Tresa – scrive La Prealpina citandone alcuni -. Sono stati fatti studi sull’industria, sul commercio, sui trasporti che saranno potenziati nell’area a partire dal dicembre 2020. Le analisi hanno riguardato, cosa non scontata, l’età della popolazione perché poi questo incide sul bilancio economico, non solo sociale di un comune. Insomma c’è stata una pianificazione certosina“.

Le procedure, ora che tutti i semafori verdi sono stati accesi, verranno completate la prossima primavera con la tornata elettorale prevista. Un appuntamento che di sicuro sarà seguito con interesse anche sul versante dell’alto Varesotto, dove di fusioni negli ultimi anni si è sentito parlare, passando dalle parole ai fatti (Maccagno con Pino e Veddasca), ma anche alla scelta di non procedere e interpretare il futuro in modo diverso (Cuveglio-Duno).

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