È uscito da poco “Lo Svizzero del Canton TI”, il nuovo libro firmato dal professor Carlo Banfi, pubblicato e distribuito da Libro Co. srl Italia. Si tratta di una raccolta di racconti che si legano tra loro in un’unica narrazione, come un romanzo corale in cui la natura, gli animali e le persone che abitano le nostre Valli – comprese le comunità ucraine presenti sul territorio – diventano protagonisti silenziosi ma profondi.
Il testo si muove tra storie semplici e quotidiane, dando voce a un mondo che sta lentamente scomparendo, quello dei piccoli borghi e delle comunità di frontiera. Ambientato nelle Valli che separano e uniscono il Canton Ticino e l’alto Varesotto, il libro raccoglie riflessioni, dialoghi e ricordi in cui la vita contadina e il rispetto per il territorio emergono come elementi centrali. Il tutto è accompagnato da una scrittura limpida e attenta ai dettagli, capace di restituire al lettore atmosfere e paesaggi con grande sensibilità.
Tra i personaggi più intensi spicca la figura di Giancarlo Galli, che l’autore presenta come “il Maggi”: un ex funzionario della dogana svizzera, oggi legato alle origini del Rifugio Animali Felici. Galli è ritratto con tratti precisi e poetici, come in una fotografia a colori tenui: “Capelli bianchi, guance rosse ed occhiali con montatura larga… indumenti da divisa di frontiera, mai dismessa”, scrive Banfi, che dedica all’uomo un intero capitolo del libro, restituendone il senso del dovere, l’amore per la natura e il rispetto per le sue radici.
Non mancano passaggi in cui l’autore invita a una riflessione più ampia sul nostro tempo. Le parole raccolte nell’appendice – con la voce narrante che osserva la trasformazione culturale e sociale del territorio – pongono l’accento su una perdita: “Abbiamo perso la cultura della terra… solo la necessità forse potrà spingerci a rivedere dove stiamo andando”. Un invito discreto ma presente, che attraversa tutta l’opera.
“Lo Svizzero del Canton TI” è disponibile per l’acquisto attraverso i principali canali di distribuzione.
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