Inizia nel migliore dei modi il 2025 dello scrittore di Galati Mamertino (ME) ma luinese d’adozione Cristiano Parafioriti, autore ormai affermato in tutta la penisola.
L’eroica vicenda di Rita Atria, trasmutata dalla sua abile penna in un profondo monologo, Io che sono Rita, ha trionfato su più di altri cento racconti al prestigioso “Premio Melagrana – Città di Caserta 2024”.
Il racconto narra le vicissitudini umane e il coraggio di Rita Atria, giovane “picciridda” siciliana di Partanna (TP) che nel 1991, dopo l’assassinio del padre e del fratello per mano della cosca rivale guidata da Mattia Messina Denaro, si ribella alla mafia, radicata anche nella sua famiglia e insieme alla cognata, Piera Aiello, decide di collaborare aiutando nelle indagini l’allora procuratore di Marsala, il giudice Paolo Borsellino.
Questa collaborazione farà di Piera e Rita le prime testimoni di giustizia che a differenza dei “collaboratori di giustizia” non erano appartenenti o affiliati a Cosa Nostra. Dopo il 19 luglio 1992 e la morte del “suo” giudice Borsellino, Rita, affranta dal dolore, si suicida lanciandosi dal settimo piano nell’appartamento di via Amelia a Roma, dove viveva sotto copertura. Oggi Rita è, a ragione, considerata la settima vittima di via d’Amelio.
La giuria, all’unanimità, ha assegnato la vittoria all’opera con la seguente motivazione: “Racconto molto ben costruito tra “memoria d’oltretomba” e testo di denuncia, benché sviluppato su un argomento e su una vicenda largamente presenti nella narrativa. Assieme al percorso di maturazione della ragazza, il contesto mafioso emerge, passo dopo passo, in tutta la sua tragicità, costantemente accompagnato da un sapiente registro linguistico, che si modifica via via senza scosse. La sintesi giornalistica finale si pone come efficace fusione tra micro e macrostoria”.
Ennesimo riconoscimento dunque per Cristiano Parafioriti, orgoglio luinese, che, in questi anni, è salito alla ribalta oltre che per la sua indiscussa capacità di romanziere (i successi di Invictus ne sono testimonianza) anche per i suoi racconti che mietono in modo unanime apprezzamento e consensi.
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