Lombardia | 16 Gennaio 2025

«Le Case di Comunità sono un fallimento della Regione»

Il consigliere regionale dem Samuele Astuti attacca i dati forniti dall’assessore Bertolaso: «Numeri impietosi. Solo 7 rispettano tutti i criteri. Sempre detto che rischiavano di essere scatole vuote»

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Oggi in Lombardia solo 7 Case di Comunità rispettano tutti i criteri minimi previsti dal decreto ministeriale n. 77. Lo evidenzia il monitoraggio Agenas sullo stato delle Case di Comunità in Lombardia nel secondo semestre 2024, distribuito ieri in Consiglio regionale dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante la risposta a un’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo regionale del Partito Democratico.

Sempre secondo il monitoraggio, riportano i consiglieri dem, meno di 3 case di comunità su 10 sono aperte 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Il 90% risulta sprovvisto di pediatra e l’84% non garantisce la presenza di un infermiere per l’intera giornata, 12 ore al giorno 7 giorni su 7. «E stiamo parlando solo delle 130 strutture ad oggi realizzate, molte meno delle 216 previste dall’iniziale programmazione», sottolineano gli esponenti del Pd.

«Sono i numeri del fallimento della Regione – commenta il consigliere dem Samuele Astuti –. L’assessore non può nascondere la realtà: dopo tre anni dall’approvazione della legge le Case di Comunità a pieno regime e con i requisiti minimi sono solo sette. Lo abbiamo sempre detto che rischiavano di essere solo scatole vuote, ma la realtà è anche più dura delle parole, anche se continuiamo a pensare possano essere davvero uno strumento fondamentale».

«È incredibile – prosegue Astuti – che delle 216 Case di Comunità previste all’inizio ne siano in programma solo 187 e che ad oggi ne siano state realizzate solo 130, ma il peggio è che pochissime sono aperte realmente giorno e notte per l’intera settimana, hanno il pediatra o la continuità assistenziale e hanno un infermiere sempre presente durante la giornata. La mancanza di Case di Comunità complete e funzionanti è una delle ragioni per cui i Pronto soccorso sono perennemente intasati e le persone non sanno dove andare a farsi curare, se non in ospedale, allungando ancor di più le liste d’attesa. I numeri appresi ieri sono davvero impietosi».

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