Varese | 8 Gennaio 2025

Dicembre caldo e asciutto nel Varesotto: temperature record e poca neve

Il Centro Geofisico Prealpino ha analizzato il dicembre 2024 nel Varesotto: il mese si chiude con temperature superiori alla media, scarse precipitazioni e una terza decade particolarmente soleggiata

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Dicembre 2024, come si evince dal report pubblicato dal Centro Geofisico Prealpino, si è rivelato un mese anomalo dal punto di vista climatico nel Varesotto, con temperature medie di 2.0°C superiori alla norma climatica 1991-2020. È stato il quarto dicembre più caldo mai registrato, superato solo da altri anni recenti, a conferma di una tendenza al riscaldamento globale evidente anche a livello locale. Un solo giorno ha fatto registrare una minima negativa, un dato che sottolinea l’eccezionalità di questo periodo.

Le condizioni meteorologiche sono state fortemente influenzate dall’alta pressione, con una terza decade del mese che ha regalato giornate particolarmente soleggiate. In media, si sono registrate 6 ore e 8 minuti di sole al giorno, avvicinandosi al record assoluto di soleggiamento della terza decade di dicembre del 2001, pari a 6 ore e 18 minuti. Questo scenario è stato accompagnato da temperature elevate in montagna, con lo zero termico spesso collocato oltre i 3000 metri.

Le precipitazioni sono state estremamente scarse: solo il 13% della norma. La maggior parte delle piogge si è concentrata in un unico episodio, il 19 dicembre, mentre il resto del mese è stato dominato da tempo asciutto. La neve, grande assente in città, si è manifestata in modo marginale anche nelle zone montane, con appena un centimetro registrato a Campo dei Fiori.

L’andamento asciutto di dicembre si aggiunge a un novembre altrettanto povero di precipitazioni, portando la somma della pioggia dei due mesi a soli 23 mm complessivi. Questo deficit idrico potrebbe avere implicazioni importanti per il territorio, soprattutto in termini di riserve idriche in vista della primavera.

Nei primi giorni di dicembre, l’alta pressione delle Azzorre ha determinato condizioni di bel tempo con brinate in pianura e inversione termica. Il giorno 6, un debole favonio ha ulteriormente mitigato il clima. Tuttavia, un vortice depressionario sceso dal nord Europa ha portato nuvolosità diffusa dal 7 al 10 dicembre, ma solo pioviggini e una spolverata di neve in montagna.

Dall’11 dicembre, una nuova alta pressione ha riportato il bel tempo, interrotto solo il 14 da una debole perturbazione, seguita nuovamente dal favonio il 15. Dopo una breve parentesi di instabilità il 19 dicembre, il resto del mese è stato caratterizzato da tempo stabile e soleggiato, con frequenti episodi di vento di favonio che hanno interessato tutta la provincia.

Le festività natalizie, fino a San Silvestro, sono trascorse sotto un forte anticiclone che ha impedito la formazione di nebbie. Tuttavia, l’assenza di ventilazione significativa ha portato a un aumento delle concentrazioni di polveri sottili, superando spesso i limiti consentiti. Questo rappresenta un problema per la qualità dell’aria, in un contesto di clima già fortemente condizionato dai cambiamenti climatici.

Il report del Centro Geofisico Prealpino conferma, ancora una volta, l’importanza di monitorare i fenomeni climatici locali, che offrono uno spaccato utile per comprendere le dinamiche globali.

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