Luino | 19 Dicembre 2024

Judo Bu-Sen Luino, il maestro Leonardo Marano è cintura nera 6° Dan

A quasi 74 anni il judoka luinese ha svolto l’esame necessario per il grado, superandolo e coronando un sogno. Il suo racconto, delle emozioni e della sua lunga carriera in questa disciplina

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«Quasi non ci credo». È questo il commento del maestro Leonardo Marano, judoka di comprovata esperienza alla guida del Judo Bu-Sen Luino che, a quasi 74 anni, ha realizzato un sogno: raggiungere la cintura nera 6° Dan.

La scorsa domenica 15 dicembre, Marano ha sostenuto l’esame presso il Centro Federale della FIJLKAM di Ostia Lido (Roma), superandolo con grande soddisfazione.

«Già arrivarci non è stato facile – racconta – perché serviva un discreto curriculum e poi un valido programma tecnico. Il concorso era per venti candidati e, superate le selezioni, mi sono ritrovato fra i nove che sostengono l’esame nazionale. Con un po’ di orgoglio ho scoperto anche di essere il più anziano del gruppo e l’unico della Lombardia».

«Ho diviso questo esame con i miei due Uke (collaboratori) Daniela Parini 2° dan e Luciano Borlotti 4° dan, che ringrazio per il risultato ottenuto anche con i duri allenamenti tecnici sostenuti. Questo è l’ultimo esame che si può dare nel judo, – spiega – gli altri Dan superiori avvengono solo per meriti speciali. Con la qualifica di Maestro e il 6° Dan mi sento realizzato, è il premio del mio lavoro e passione».

E dopo aver raggiunto questo importante traguardo, nei pensieri di Marano si susseguono numerosi ricordi, le tappe e i risultati raggiunti durante la sua lunga carriera nel mondo del judo.

«Ho conosciuto il judo, questa bellissima disciplina per me diventato stile di vita, nel 1967, sulle orme di mio fratello Michele che già lo praticava, presso la Palestra del Judo Club Varese, allo stadio del Varese Calcio – racconta – Il mio primo Maestro è stato Gianfranco Sassi, un insegnante molto umano e carismatico che veniva dalla vicina Svizzera, Lugano.

Mi appassiono e il judo per me diventava sempre più interessante. Al ritorno dal servizio di leva mio fratello Michele, per crescere tecnicamente, mi propose di andare con lui al Judo Bu-Sen Milano dal Maestro Cesare Barioli. Ero cintura marrone, accettai, e la mia vita cambiò radicalmente. Varese-Milano quasi tutte le sere per circa sei anni e judo, judo, judo con il grande Maestro Barioli e tanti grandi atleti e campioni: il Club era il più forte d’Italia.

Gli Anni Settanta furono anni di grande rivalità tra la Federazione e Barioli, di idee e conflitti che non sto a spiegare. Come agonista feci solo una Coppa Italia dove arrivai quinto e poi fui squalificato insieme al Bu-Sen Milano, dalla Federazione.

Nacque in questi anni il judo negli Enti di Promozione Sportiva (CSI), Barioli era un vulcano di idee e tecnica, si studiavano i kata e si organizzavano le prime gare di Judo Tradizionale, le mie vacanze erano stage e studio del Judo. Questa lunga esperienza negli enti di propaganda mi portò a diventare cintura nera per CSI, UISP e Amici del Judo, Enti di promozione sportiva.

Nel 1976 io e mio fratello Michele aprimmo a Varese la nostra prima palestra, il Judo Bu-Sen Varese. Cominciò così la mia avventura di insegnante, avevo 26 anni. Nel 1982 la Federazione stipulò una convenzione con gli Enti di Promozione Sportiva e attraverso un corso che si tenne all’ “Accademia Augusto Ceracchini” di Roma venni riconosciuto Cintura Nera e Istruttore 2° dan. Attraverso questa sanatoria ripresi il mio rapporto con la Federazione.

In qualità di Insegnante ho divulgato il judo nella Provincia di Varese attraverso la creazione di cinque Società, fino all’attuale Judo Bu-Sen Luino A.S.D. con cui mi sono realizzato e ho sviluppato il judo nella zona dell’alto Varesotto, in particolare nel Luinese. Questa associazione nacque nel 1983 con la collaborazione di Daniela Parini, mia moglie e insegnante di judo. Il nome BU-SEN è in riconoscenza al M° Barioli.

Creare un atleta e un buon judoka non è facile, richiede tempo e didattica giusta, per questo ringrazio la “Scuola Bu-Sen di Cesare Barioli” che mi ha insegnato un metodo di trasmissione del judo ancora oggi da me adottato e che mi permette di ricevere, in tutt’Italia, molti complimenti per i risultati che ottengo con il bel judo dei miei allievi».

In qualità di tecnico del Judo Bu-Sen Luino, diversi sono i risultati importanti conseguiti: quattro medaglie d’oro, due medaglie d’argento e cinque medaglie di bronzo alle finali nazionali dei Campionati Italiani di categoria con gli agonisti; quattro atleti di interesse nazionale; quaranta cinture nere; nove tecnici federali: un Maestro, un Istruttore e sette Aspiranti Allenatori. Con il Judo Bu-Sen Luino sono stati inoltre organizzati dieci trofei di judo.

Ottenuta la Cintura Nera 1°DAN Ju-Jitzu nel 2000 a Napoli, Marano è stato nominato Arbitro e Giurato Regionale nel 2001. Nel 2012 ha frequentato e superato il corso per la qualifica di Maestro presso il Centro Olimpico di Ostia e, nello stesso anno, gli è stato assegnato dal Lions Club di Luino il “Melvin John Fellows”, riconoscimento internazionale honoris causa – che per il maestro luinese è «il premio più gratificante della mia vita» – per la sua dedizione ai giovani attraverso i valori del judo, grazie ai numerosi risultati ottenuti soprattutto nell’attività giovanile e la perseveranza che negli anni hanno portato sulla materassina ben più di duemila allievi.

Nel 2016 diventa cintura Nera 5°DAN a Ostia Lido e nel 2018 corona «il sogno di ogni Maestro di judo»: andare al Kodokan, tempio del judo, visitare Tokyo (e fare il turista).

«Da molti anni occupo anche il ruolo di presidente dell’associazione Judo Bu-Sen Luino, un modesto club che ha la regolare frequenza di un centinaio di soci atleti all’anno e che sviluppa molto il principio del Ji-ta-kyo-ei (amicizia e mutua prosperità, insieme per migliorare). Con tutti questi valori e risultati, – conclude Leonardo Marano – spero di continuare a creare e dare esempio a tanti giovani che mi ammirano e hanno fiducia in me ancora per un po’ di anni, 58 anni sono passati. In questo momento di felicità ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini in questi anni, ma in particolare dedico il mio 6° Dan a mia moglie Daniela e ai miei figli Emanuele e Alberto a cui ho rubato molto tempo per il judo».

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