Si è concluso l’iter processuale per omicidio stradale legato al drammatico incidente di Creva.
Il tragico fatto si è verificato lo scorso 4 maggio sulla statale 344dir che costeggia la diga di Creva, nel Comune di Luino. Francesco Ferrazzo, 44 anni, originario di Mesoraca, ha perso la vita a seguito di un’improvvisa uscita di strada del veicolo su cui viaggiava. L’auto, una Volkswagen Golf, ha sbandato a velocità elevata, colpendo due veicoli prima di terminare la sua corsa in una scarpata.
Il conducente, un 43enne residente a Luino, è risultato positivo all’alcol test con un tasso di alcol nel sangue pari a 1,2 grammi per litro. In seguito all’incidente, l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari nella sua abitazione.
Ieri, a distanza di sette mesi dai tragici fatti, presso il Tribunale di Varese, il conducente ha scelto di patteggiare una pena a 4 anni e 10 mesi di reclusione. Il suo avvocato, Andrea Pusceddu, ha negoziato la pena con la Procura. L’accordo tra le parti è stato accettato dal giudice per l’udienza preliminare. Oltre alla morte di Francesco Ferrazzo, l’incidente aveva causato lesioni anche ad altre due uomini che si trovavano nell’abitacolo dell’auto, entrambe di origine marocchina.
La gravità della situazione ha scosso profondamente la comunità locale, che ricordava con affetto la vittima, ben conosciuta a Lavena Ponte Tresa e Cremenaga. I familiari di Ferrazzo, genitori, fratelli, sorelle e il figlio minorenne, rappresentato dall’ex compagna, si sono costituiti parte civile nel processo, supportati dagli avvocati Ugo Bonaccio e Marco Cattaneo, mentre diverse persone coinvolte nell’incidente, tra cui altri automobilisti, sono state assistite dal legale Daniele Pizzi.
La dinamica dell’incidente, ricostruita dalla Polizia locale di Luino, ha rivelato che il conducente dell’auto stava viaggiando lungo la “SS344 dir” a una velocità di ben 144 km/h, ben oltre il limite di 50 km/h previsto per quella strada. L’uomo ha perso il controllo del veicolo, causando il tragico incidente.
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