Maccagno con Pino e Veddasca | 3 Dicembre 2024

L’EcoMuseoVeddasca relatore al convegno organizzato dall’Università Insubria di Varese

Oggi, l’EcoMuseoVeddasca è in attesa della risposta di adesione da parte delle Amministrazioni Comunali ma, nel frattempo, sta pensando e lavorando per creare necessari avamposti comunitari

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(a cura dell’EcoMuseoVeddasca) Nel Varesotto la scintilla ecomuseale sembra decisa ad illuminare con un proprio linguaggio e caratterizzati comportamenti i processi territoriali in corso e quelli futuri.

Sembra, che si sia deciso di ricercare un linguaggio capace di portare a dei nuovi pensieri di riterritorializzazione; pensieri carichi di senso e di valore supportati da una prassi di rivisitazione e attuazione di comportamenti democratici di ritorno al territorio: una relazione esistenziale che pensa indispensabile il dover lavorare e sperimentare un’innovazione territoriale co-evolutiva tra abitanti e ambiente.

Una co-evoluzione che non può però evitare di dover tornare a ripensare, come motore di innovazione, le comunità locali: vere sentinelle e co-produttrici di territorio.

Comunità locali, che ritornano ad essere l’energia di trasformazione e di autogoverno nella produzione del comune (per comune si intende le diverse forme di ricchezza sociale e naturale che condividiamo, a cui abbiamo accesso e che gestiamo insieme), ripensando il proprio modello di abitare: condividere patti di economia sociale; convivere spazi solidali di prossimità e di inclusione; custodire saperi e comportamenti operosi di trasformazione attraverso una narrazione e rappresentazione sulla cura dei luoghi e dell’ambiente.

L’Università dell’Insubria di Varese sembra già da qualche anno decisa a contribuire a questa narrazione e rappresentazione sulla cura dei luoghi e dell’ambiente dicendo la sua in termini scientifici e operativi. Sembra decisa a contribuire e potenziare la validità dello strumento ecomuseale collaborando, attivamente, con alcune realtà territoriali che hanno iniziato e consolidato i percorsi costituenti.

Il contributo scientifico e tecnico/operativo, dell’Università, nel seguire queste esperienze strutturali che richiamano i Villaggi intelligenti, formulati ufficialmente dalla Comunità Europea nel 2017, sembra diventato il vero obiettivo, tant’è, che l’Istituto oltre l’impegno diretto con le realtà ecomuseali ha organizzato un incontro divulgativo e di studio per il giorno 29 novembre 2024 presso villa Toeplitz a Varese.

Non è un caso che l’attenzione del convegno, concentrata sull’esperienza di collaborazione con l’ecomuseo di Orino, però non ha dimenticato di allargare lo sguardo sulle nuove realtà costituenti, decidendo così di portare al convegno anche l’esperienza, se pur in fase di attuazione, dell’Ecomuseoveddasca.

Questo invito, e non possiamo non dirlo, ha gratificato l’impegno di quest’anno che ci ha visto impegnati a prodigarci, non senza difficoltà, nelle diverse Comunità Locali e nelle cinque Amministrazioni Comunali.

Abbiamo portato a conoscenza, alle cinque realtà Comunali (Agra, Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Maccagno con Pino e Veddasca e Tronzano sul Lago Maggiore per un totale di circa 4700 abitanti e una superficie totale di circa 8432 ettari), tutte e cinque interessate dal Sito d’Interesse Comunitario SIC (scheda IT 20100C16C, ettari 4919) e confinanti con il Cantone Ticino e il lago Maggiore per Maccagno con Pino e Veddasca e Tronzano sul Lago Maggiore), l’intuizione rivoluzionaria -a questo punto non solo a nostro parere- dell’ecomuseo e, dobbiamo dire, con un discreto ritorno d’interesse da parte dei partecipanti agli incontri.

Negli incontri delle Comunità, l’iniziativa dell’Ecomuseoveddasca, è stata ritenuta una presenza necessaria; necessaria e importante per riuscire ad affrontare, strategicamente, una integrata e olistica visione d’innovazione co-evolutiva tra abitanti e ambiente. Una strategia che, oltre a consegnare un possibile futuro di innovazione al territorio, riconsegna la giusta dignità e potere democratico alle Comunità Locali.

Oggi, l’Ecomuseoveddasca è in attesa della risposta di adesione da parte delle amministrazioni comunali ma, nel frattempo, sta pensando e lavorando per creare necessari avamposti comunitari (osservatori di co-progettazione) nelle diverse zone Amministrative.

Questi autogestiti avamposti comunitari, sono fondamentali, perché daranno così inizio alla strutturazione di quella piramide inversa (struttura di autogoverno) composta dalle singole Comunità Operose Locali che, successivamente, convoglieranno a sintesi all’interno della Comunità Operosa Territoriale dove saranno presenti in modo attivo, senza togliere o interferire sul loro potere istituzionale (se aderiranno all’Ecomuseo), le cinque Amministrazioni Comunali.

Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

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