Luino | 1 Dicembre 2024

La dolce Luino: «Quelle mattinate al bar, a parlare dei nostri illustri concittadini»

La lettera di Gianni Lusa, che ricorda le lunghe chiacchierate con gli amici, è un tributo a Chiara, Sereni, Radice e Reale. Ma anche a talenti dello sport come Renato Braghini e Federico Morlacchi

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(a cura di Gianni Lusa) Come era d’abitudine con un gruppo di amici ci trovavamo al solito bar per gustarci un caffè e scambiare le reciproche opinioni, si terminava la mattinata di solito con l’aperitivo.

In quella occasione l‘argomento era la politica monetaria anche perché nel nostro gruppo vi era qualcuno veramente ferrato in materia.

Io cercando di sviare la discussione, perché della politica monetaria non ero per niente conoscitore, cercai di indirizzare il discorso verso quelle personalità pubbliche che diedero lustro alla nostra Luino.

Cominciai citando Vittorio Sereni e Piero Chiara, i quali erano entrambi nati nella nostra città così come Roberto Radice, titolare di cattedra universitaria e docente, mentre il Professor Giovanni Reale pur non essendo nativo in loco è stato anche lui illustre figura pienamente calata nella nostra realtà.

Anche nel campo dello sport non dobbiamo dimenticare che il campione italiano di maratona nell’anno 1950 fu il luinese Renato Braghini il quale militava nella Società Atletica gallaratese. Renato conosciutissimo a Luino e in tutta la provincia, contava tifosi in gran quantità. Era persona di una socialità esemplare, oltreché componente del corpo musicale cittadino.

Altro giovane atleta distintosi è Federico Morlacchi vincitore di numerose medaglie, la più importante quella d’oro vinta alle para-olimpiadi.

Nel campo musicale possiamo vantare la cittadinanza del Maestro Pietro Bertani, che con il suo insegnamento formò abilissimi professionisti musicali che si sono contraddistinti in ruoli importanti presso orchestre sinfoniche di alto prestigio. Come dimenticare il violinista Prof. Aldo Turconi, mio carissimo amico di gioventù, il quale prestò la sua arte nel corso di numerosi anni presso il prestigioso complesso operistico del Teatro alla Scala di Milano.

A questo punto mi sovviene il ricordo di un particolare legato al nostro corpo musicale cittadino, il quale quando inizia e termina uno dei concerti che esegue lo fa con un brano scritto nel 1938 in occasione di un convegno internazionale di fisarmoniche, il titolo a mia conoscenza non si è mai saputo, così la chiamiamo “la canzone di Luino”. Alla fine di ogni concerto quei pochi che conoscono le parole la cantano e gli atri si domandano cosa stiano suonando.

Non voglio paragonarlo alle musiche napoletane, ma ad una di quelle che per sempre celebreranno la nostra bella città. Sarebbe comunque cosa gradita, io credo, poter istituire questo brano come inno alla nostra Luino, in modo che possa diventare significativo e di identificazione della nostra realtà; farlo imparare ai bambini nelle nostre scuole elementari, cantarlo in ogni pubblica occasione”.

 

Un`oasi di pace in riva al lago

sei tu Luìno splendida e fiorita

sei tu sorgente e fonte della vita

dìvina culla all`arte ed all`amor

Ritornello

Luino dolce incanto

di sole, azzurro e fiori

ti fanno i tuoi colori

un sogno di città.

Il Carmine, i viali

le ville, il lago, il Lido

ne fan di te il bel nido

de la felicità.

Città giardino t`hanno nominata

Luino un dì le fate, e i tuoi dintorni

son luoghi che conferman tutti i giorni

che in essi sol decrepiti si muor.

Ritornello

Luino dolce incanto…

Finalino

Luino, dolce incanto

Di sogni e di poesia

morrà di nostalgìa

chi a te non tornerà

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