(articolo a cura di Gianni Lusa) Il Salone parrocchiale teatro Pellegrini è stato costituito negli anni 1934 e 1935; la sua denominazione viene richiamata sul frontale del fabbricato proprio nella parte più alta.
Chi scrive è un vecchio luinese di oltre novant’anni, ma grazie a Dio con una buona memoria, senza falsa modestia; sono nato nel 1934 in via Felice Cavallotti e sono cresciuto quindi nel quartiere dove ha sede il salone parrocchiale Pellegrini.
Nel periodo della dittatura in Italia non fu mai usato a scopo propagandistico. L’organizzazione del Partito Nazionale Fascista disponeva già di un suo ampissimo locale alla casa del Fascio, in piazza Risorgimento. Al termine della guerra, quando tanti giovani tornavano presso le loro famiglie, alcuni di questi costituirono le compagnie filodrammatiche; ciò avvenne anche nella nostra zona.
Erano giovani amanti del teatro.
Naturalmente sono sorte contemporaneamente compagnie sempre di stile oratoriano, ma proprio perché sotto l’egida delle Parrocchie, per tradizione non era permessa la formazione di compagnie promiscue; le donne stavano dietro le quinte, non sul palco.
Le compagnie sorte furono: Luino centro, Voldomino, Creva, Germignaga e Castelveccana. Tra gli attori c’era Carlo Volonté, il quale diventerà poi insegnante presso l’Istituto tecnico Commerciale, e a cui gli sarà intesta la scuola: “Istituto Tecnico Commerciale Carlo Volontè”. La famiglia del giovane Carlo era sfollata da Milano a Luino nel periodo bellico. Il padre, persona amabilissima e vero milanese, era un alto funzionario del Comune di Milano.
Nella compagnia teatrale locale, tra gli altri, c’erano anche Luciano Colli, Bruno Prestinoni, Giancarlo Oruboni, Gianni Merini, Cesare Vigezzi, Aldo Mongodi, Ettore Guerrini, Francesco Passera, Angelo Angeleri, Agostino e Marco Riva.
Nel periodo accennato tanto era l’entusiasmo tra le varie compagnie, tant’è che decisero di unire le forze e realizzare uno spettacolo insieme.
Tornando alla Salone Pellegrini, ricordo che questo era un palazzo a sé stante, con una struttura particolare che si distingue da altri fabbricati vicini, con un’ampia scalinata sul fianco che porta all’entrata, l’atrio con un bellissimo spazio, la biglietteria recintata, sul fondo un’ampia scala che porta alla balconata. Il palco, lo dico senza temere di essere smentito, non ha nulla da invidiare al palcoscenico del nostro Teatro Sociale, dotato di tutte le attrezzature necessarie ad un moderno teatro.
Il fervore teatrale fece avvicinare a questa passione anche Giuliano Zanini, Vittorio Paganini, Giancarlo Vigezzi, Giancarlo Boveri ed il sottoscritto.
Una bellissima iniziativa che venne introdotta nella rinnovata Compagnia luinese fu anche l’istituzione del perfezionamento del nostro linguaggio, grazie agli insegnanti Stefano Angeleri e Carlo Volontè, i quali con abilità e competenza hanno messo a disposizione la loro capacità, apportando sensibili miglioramenti. Voglio annotare che durante le lezioni comuni, avevamo anche il piacere di ascoltare la recitazione di poesie in dialetto milanese, ricordando il poeta Carlo Porta.
Contemporaneamente la sala ha iniziato a funzionare anche come sala cinematografica, continuando per parecchie stagioni. I programmi della scelta delle pellicole era limitata anche alla scelta delle autorità parrocchiali.
Ad un certo momento la sala fu usata anche per conferenze e convegni, ma successivamente ha iniziato il suo declino fino a non essere più utilizzata. Grazie ad Angelo Aschei lo spazio fu usato anche come Cineforum.
Da vecchio luinese ogni volta che ci passo davanti e vedo lo stabile nelle attuali condizioni di abbandono, mi piange il cuore a ripensare alla vitalità di questo posto negli anni passati.
Qualcuno farà qualche cosa per ridare dignità al Teatro Pellegrini e al centro storico dove è situato?
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