Germignaga | 29 Giugno 2024

“Germignaga, ricordi dal passato”: la visita pastorale di Carlo Borromeo

Il cardinale arrivò in paese il 29 giugno 1574. Dormì nella casa parrocchiale e celebrò messa. Una relazione dell'epoca contiene i dettagli su come si presentava allora la chiesa di S. Giovanni

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Esattamente 450 anni fa, il 29 giugno 1574 il Cardinale e futuro Santo, Carlo Borromeo, arrivava in visita pastorale a Germignaga. Appena diventato Arcivescovo di Milano, nel 1564, da subito una delle sue prime preoccupazioni fu quella di essere perfettamente informato in merito allo stato di ogni parrocchia della Diocesi. Per fare questo, lui stesso con l’aiuto di alcuni suoi delegati, iniziò a visitarle.

Al termine di ogni visita, veniva compilata una relazione dettagliata e seguita da una serie di raccomandazioni da attuare nel più breve tempo possibile. Queste relazioni rappresentano ora una documentazione storica estremamente importante, perché di fatto descrivono l’esatta situazione delle chiese al momento della visita. Le relazioni, unitamente alle altre eseguite nel corso dei diversi secoli, sono attualmente consultabili presso l’Archivio Storico Diocesano di Milano.

La chiesa parrocchiale a quei tempi era quella di San Giovanni Battista, molto differente però da quella che conosciamo attualmente. Ed è proprio La relazione lasciata dal Cardinale a fine visita che ci fornisce numerose indicazioni: innanzitutto la chiesa era solamente in parte soffittata. Lo era la parte della cappella principale e un tratto fino alla prima arcata, il resto era in travi a vista. Il tetto stesso era certamente più basso dell’attuale, mentre la cappella principale era ornata di antichi affreschi, però rovinati (dalla lettura delle relazioni relative ad alcune visite pastorali precedenti, doveva trattarsi di un ciclo completo di immagini comprendenti scene della Passione di Cristo e le immagini dei dodici Apostoli).

Vi erano quattro porte, la principale davanti, due posteriormente ed una che dava verso il cimitero. Tutte le finestre erano piccole e munite solo di grate. Due erano in facciata più una finestra tonda, al centro sopra la porta principale, chiamata oculo.
All’interno della chiesa non vi era pavimento ma c’erano diversi sepolcri, chiusi in maniera non adeguata, al punto che fra le raccomandazioni emanate, vi era quella di sigillarli entro un mese oppure di riempirli di terra per non poterli più usare e poi di farci sopra il pavimento.

Il Cardinale arrivato quel pomeriggio del giugno 1574, si fermò a dormire nella casa parrocchiale che allora si trovava dietro la chiesa, mentre il giorno seguente, prima di partire per recarsi a Bedero, celebrò la Messa, amministrò i sacramenti e benedì i fedeli e il vicino camposanto. Nel collage allegato (vedi foto di copertina, ndr), un dipinto con San Carlo e uno stralcio di uno schizzo del 1570 raffigurante alcune chiese della pieve di Bedero, fra cui in basso Germignaga.

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