«Abbiamo visto un paese immobile, fermo a decenni fa», ha affermato il 24enne Riccardo Papini, candidato sindaco per la lista Monvalle Da Vivere, durante l’incontro pubblico con i cittadini dedicato alla presentazione del suo programma elettorale in vista del ritorno alle urne di giugno.
La strategia per “sbloccare” le cose e dare vita ad un rilancio del borgo lacustre, il giovane aspirante sindaco l’ha inserita in un programma fatto di tante piccole cose, pratiche e concrete, ma anche di ambizioni da trasformare in traguardi sul lungo periodo, visto che un mandato amministrativo ha la durata di cinque anni.
Proprio questo programma, già descritto nei dettagli grazie alla recente serata aperta ai monvallesi (qui il link al video integrale) è stato oggetto del nostro colloquio con il candidato.
Di seguito il testo dell’intervista.
Quali saranno le priorità di Riccardo Papini in caso di elezione? Partiamo dall’ambiente e dalla manutenzione del verde. Serve continuità negli interventi, perché il servizio che abbiamo oggi non è sufficiente, e infatti trovare una soluzione diversa, magari affidando le manutenzioni ad una nuova azienda, è un nostro obiettivo. Sempre parlando di cura del territorio, vogliamo migliorare la collaborazione con enti come l’Autorità di Bacino e Alfa srl. Siamo uno dei pochi paesi del territorio che non hanno ancora affidato il servizio dell’acqua al gestore unico, e questo aspetto ha delle ripercussioni sulle bollette. Sul fronte delle politiche sociali vogliamo essere più presenti con le scuole del paese; su quello della sicurezza intendiamo ridurre le spese e migliorare i servizi: lo si può fare attraverso nuove convenzioni con i Comuni limitrofi. E dopo la fine dell’esperienza dell’Unione Comuni del Medio Verbano, è il momento giusto per stringere questi accordi, partendo dalla condivisione di risorse umane e mezzi nell’ambito della polizia locale.
A cosa è dovuta l’immobilità del paese a cui ha fatto riferimento durante la presentazione della lista? Alla mancata valorizzazione dei luoghi, al degrado del verde pubblico e alla gestione dei bandi pubblici. E’ però rimasto lo spirito di comunità, visibile ad esempio nelle iniziative promosse dalle associazioni locali. E’ da qui che vogliamo ripartire per cambiare in meglio Monvalle.
Come nasce il programma della lista Monvalle da Vivere? Nasce dal dialogo, dal confronto con le persone in modo semplice e diretto. La mia esperienza come consigliere comunale a Brebbia, inoltre, ha aiutato il gruppo, senza dimenticare che nella nostra squadra ci sono candidati che hanno già dimostrato la loro competenza professionale in settori come il bilancio e l’urbanistica, e che abbiamo avuto il sostegno di volontari che hanno già avuto importanti esperienze amministrative a Monvalle.
Torniamo agli obiettivi. Quali sono i più ambiziosi della lista? Un obiettivo è sicuramente ricreare il centro paese, e noi proponiamo la ristrutturazione di una parte del centro anziani, proprio nel cuore del borgo. Rivalutando gli spazi avremo modo di creare un ambulatorio medico e un centro prelievi. Poi abbiamo in mente di dare nuova vita a due strutture storiche: il forno in località Case Nuove e la Cantinetta sotto l’ufficio Anagrafe. In passato erano luoghi significativi per la comunità, punti di ritrovo che potrebbero tornare ad esercitare questa preziosa funzione, anche in ambito culturale con feste ed eventi di vario tipo. Ragionando sempre sul lungo periodo, il programma include la revisione del Piano di Governo del Territorio e delle convenzioni in essere. Non dobbiamo per forza sconvolgere gli equilibri, ma per noi è d’obbligo distinguere gli accordi utili da quelli che possono essere rivisti, per migliorare i servizi a disposizione dei cittadini. In questo ambito rientrano la discarica, il già citato servizio idrico e molte altre tematiche.
La revisione del Piano di Governo del Territorio è una questione molto tecnica. Cosa si può dire al riguardo per rendere il tema più comprensibile? Possiamo dire che il documento (necessario per la pianificazione urbanistica, ndr) è obsoleto. E anche che negli ultimi anni sono state rilasciate poche pratiche comunali per costruire. Bisogna rivedere i vincoli esistenti per trovare la giusta combinazione tra mantenimento del verde ed edificazione. Inoltre manca un piano cimiteriale: si tratta di una carenza che può crearci dei problemi nell’accesso ai bandi ministeriali per la riqualificazione del cimitero.
Nei giorni scorsi la lista Monvalle da Vivere ha sollevato una polemica con quella guidata dal candidato sindaco Gianni Mariotto (Monvalle Fare Futuro), dopo che era comparso il logo del Comune in un loro contenuto elettorale. Per quale motivo siete intervenuti? Perché quella pratica è vietata, e infatti abbiamo inoltrato una segnalazione alla Prefettura e all’Agcom. Ho preso contatti con gli uffici comunali e il video è stato rimosso. In ogni caso l’episodio mi ha stupito, visto che Mariotto ha fatto il vicesindaco per parecchio tempo, e certe norme dovrebbe conoscerle bene. (La lista Monvalle Fare Futuro, guidata da Gianni Mariotto, ha ricondotto l’episodio ad un “mero errore materiale”, sottolineando che il contenuto pubblicato sul profilo social della lista è stato immediatamente eliminato a seguito della segnalazione).
Una parola chiave che identifica la lista Monvalle da Vivere e riassume le sue proposte per il futuro del paese? Direi “dialogo”, con i cittadini e tra amministratori locali. Parlare e confrontarsi sono attività fondamentali per progettare interventi efficaci e capire come impiegare al meglio le proprie risorse.
A margine dell’intervista il candidato sindaco Papini parla della possibilità di organizzare un dibattito pubblico con il candidato sindaco dell’altra lista. Una proposta fatta da un giornalista durante la presentazione del programma di Monvalle da Vivere, e rispetto alla quale Papini si è detto disponibile al confronto. «Per il momento nessuna risposta dall’altra lista», aggiunge l’aspirante sindaco 24enne. Da Monvalle Fare Futuro viene precisato che «Il 31 maggio è in calendario la presentazione di lista e programma», e che «non sono previsti altri incontri pubblici».
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