La decisione dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ad inizio aprile, di andare in Argentina e in Paraguay, per trovare infermieri e dottori da assumere e inserirlo nelle strutture lombarde, non è stato visto di buon occhio da tutte le parti prese in causa, non solo tra i banchi della minoranza al Pirellone, ma anche in consiglio comunale a Luino.
E così nell’ultima seduta di consiglio comunale, di martedì sera a Luino, a denunciare questa situazione è stato il consigliere comunale Furio Artoni, che ha definito «Scellerata la scelta del dottor Guido Bertolaso di far arrivare qui infermieri dal Sud America, quando ci sono lavoratori italiani che patiscono la loro situazione. Come luogo di frontiera ne risentiamo ancora di più, è la paura è che anziché curare pazienti, questi operatori stranieri dovranno prima fare corsi di lingua per la loro difficoltà a comunicare in italiano. In che modo un paziente di una certa età dovrebbe comunicare con uno che parla una lingua diversa?».
Artoni è poi tornato a parlare della tassa sulla salute dei frontalieri, a margine dell’approvazione all’unanimità della sua mozione da parte del consesso luinese a febbraio che si è espressa contrariamente a questa decisione del Governo, ai quali si sono aggiunti anche i pareri di altri paesi dell’alto Varesotto e quello della Provincia di Varese. «Risolvere i problemi della sanità con i soldi dei frontalieri, è come svuotare l’oceano con secchielli e palette».
«L’ospedale di Luino è un ospedale di frontiera e per questo soffre di più – ha continuato Artoni -. Questo consiglio sta cercando di monitorare e rendere nota questa situazione. Le nostre eccellenze non sono messe in grado di lavorare al 100%, mancano attrezzature fondamentali. Anche queste cose, come la sostituzione del personale sanitario con quello straniero, non possono rispondere alle esigenze dei nostri cittadini. Oltre a questo ci potrebbe essere anche la differenza di salari, con una disparità di reddito che inciderebbe sulla quotidianità dei nostri lavoratori, che proverebbero ad andare all’estero».
A prendere le parti di Artoni ci ha pensato anche il capogruppo di “Sogno di Frontiera”, nonché stimato cardiologo dell’ospedale di Luino, Franco Compagnoni: «Il personale che sta arrivando a limiti oggettivi di comunicazione, e va anche attrezzato. Oltre a non essere operativo, toglie peculiarità agli altri addetti ai lavori impegnati anche nell’istruire le nuove figure per le funzioni da svolgere. È una situazione per la quale va posta attenzione».
«Stesso monitoraggio, facendo un richiamo al sindaco Bianchi, è valido per l’Ortopedia dove il primario, il dottor Massimo Masola, è limitato da non aver posti letto e non riuscire ad operare è una situazione sotto gli occhi di tutti, soprattutto rispetto ai bisogni dei pazienti che non sono soddisfatti in circostanza di emergenza. Siamo costretti a dislocare pazienti, anche anziani, in altre strutture della provincia», ha proseguito Compagnoni.
Dopo aver ascoltato gli interventi dei due consiglieri, il primo cittadino Enrico Bianchi ha chiuso il tema esprimendo anche la sua opinione in merito: «Non sono mai stato contrario a scambi culturali, ma qua si parla di sostituzione di personale. Ci sarà sicuramente un affiancamento, un periodo di formazione, ma ci auguriamo che non si lasci le persone allo sbando. Per quanto riguarda la tassa sui frontalieri, invece, pare evidente che in questo momento l’iter si sia fermato. Ci sono complessità evidenti».
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