Quindici voti favorevoli e un astenuto (il capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni” Furio Artoni) hanno sancito, durante il consiglio comunale del 30 aprile, l’approvazione dell’acquisizione a patrimonio comunale del Cinema Teatro Sociale di Luino, dando così il via ai passaggi successivi dell’iter che vedrà uno dei punti di riferimento per la cultura locale diventare infine proprietà di Palazzo Serbelloni.
La trattativa con la SOMS di Luino, durata circa due anni, si è quindi conclusa con l’accettazione da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso della proposta di acquisto del valore di 238mila euro determinato dall’Agenzia delle Entrate formalizzata nel novembre 2023.
«Un grande successo per l’amministrazione» ha riconosciuto il sindaco Enrico Bianchi, che insieme alla sua giunta intende andare a riqualificare lo stabile con l’obiettivo di rendere la sua gestione più sostenibile sia dal punto di vista economico – con interventi importanti di ammodernamento e messa a norma delle strutture e degli impianti – sia da quello ambientale e del risparmio energetico.
Diverse, infatti, le criticità rilevate nel corso degli anni, a partire dalla mancanza di un adeguato impianto di riscaldamento per giungere a quello elettrico e a quello acustico risalenti a metà anni Novanta, come ha spiegato nel suo intervento introduttivo la vicesindaca Antonella Sonnessa, nell’esporre una breve cronistoria dei passaggi che hanno portato all’agognata acquisizione.
Per poter intervenire su questi apparati il Comune cercherà di ottenere dei finanziamenti attraverso i bandi, in particolare quelli relativi alla riqualificazione energetica, ha chiarito l’assessora alla Cultura Serena Botta, aggiungendo che una delle modalità con cui provare a rendere il Sociale sempre più attrattivo passerà da una gestione diversa degli spazi, con la possibilità di trasformarlo in un edificio a due piani di cui poter usufruire in maniera più fluida.
Un intervento innovativo e in grado di attrarre sempre più fruitori, anche da oltreconfine, e che non lo circoscriva a una nicchia ristretta di utilizzi è quello che ha auspicato il consigliere Artoni, che ha espresso la propria preoccupazione per i costi di manutenzione e di gestione ordinaria del teatro. Costi che, ha replicato l’assessora Botta, sono da oltre vent’anni già a carico del Comune. Che sì, sono altissimi, ma che «noi vediamo come investimenti che è giusto affrontare perché stiamo parlando di un polo culturale della città».
Al momento la gestione del Sociale rimane nelle mani di Palazzo Serbelloni, ma l’idea che indirizzerà i passi successivi dell’amministrazione è quella di arrivare a una gestione simile a quella precedente, con una serie di garanzie di utilizzo per il Comune ma con la cessione a un privato che svolga al suo interno un certo tipo di attività, che si tratti di cinema o di teatro.
«Non è semplice, oggi le condizioni sono complicate – ha ammesso Botta – Già due anni e mezzo fa avevamo indetto una manifestazione di interesse che è andata deserta, nonostante avessimo abbassato il più possibile i costi. Riuscendo a investire in maniera intelligente e trasformando lo spazio, si potrà trovare un modo per rendere la struttura più vivibile, più utile alla comunità ed economicamente sostenibile, con soluzioni diverse da quella che è adesso».
Apprezzamento per l’acquisizione del Sociale dagli altri due gruppi di minoranza. «Sono contento, sono fortemente convinto che fosse necessario acquistarlo – ha commentato il capogruppo di “Sogno di Frontiera” Franco Compagnoni – Insieme al Verbania questo teatro costituisce un unicum non solo di Luino ma anche del territorio».
A fargli eco anche l’onorevole Andrea Pellicini, che ha sottolineato come, con la recente legge sulla dichiarazione di monumento nazionale per i teatri approvata dalla Camera, anche il Sociale abbia tutti i requisiti per poterlo essere: «È un vanto per la nostra città, che deve tornare ad avere una programmazione cinematografica come in passato, perché è assurdo che nel nord della provincia ci sia solo l’eroico cinema Mignon di Grantola. Riteniamo che il Sociale debba continuare ad avere la sua vocazione cinematografica e teatrale e che debba essere un polo culturale che, insieme al Verbania e a Villa Hussy, mantenga altissimo il livello della proposta culturale di Luino», ha concluso l’ex sindaco chiedendo la nomina di una commissione consiliare per «ragionare insieme» sull’intitolazione a Dario Fo e Franca Rame annunciata alcune settimane fa dal Comune.
Questo è sicuramente un «acquisto ottimo sul piano immobiliare che rappresenta un valore in più per il patrimonio comunale», ha affermato Davide Cataldo, “#Luinesi”, ricordando che la prima delibera di acquisizione del Sociale risale al dicembre del 2017, alla fine del contratto di locazione. «Siamo d’accordo nell’acquisizione e ringraziamo questa maggioranza perché ha portato avanti l’idea di chi c’era prima e non è scontato».
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