È stata la Cassazione a mettere la parola fine a una lunga querelle relativa al progetto di realizzazione di un piccolo parcheggio all’ingresso di Maccagno con Pino e Veddasca, nell’area di piazza Roma situata sotto al viadotto della SS394: l’area di sosta si può fare.
La sentenza è arrivata nel novembre 2023, ma è stata resa nota da pochi giorni, come ha comunicato l’amministrazione maccagnese attraverso i social, definendo l’iter «un lungo braccio di ferro che ha visto al fianco del nostro Comune l’Autorità di Bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese, oltre alla Provincia di Varese».
Il progetto, da 176mila euro, era stato approvato nell’ottobre 2017, ma a causa dell’opposizione portata avanti da un privato che sosteneva che non fosse adeguato – fa sapere il sindaco Fabio Passera – si è arrivati fino a qui, al termine di una lunga serie di passaggi legali, dove i giudici hanno stabilito che «quella scelta era legittima e non ledeva alcuna delle leggi in materia».
I rimpianti principali per l’amministrazione maccagnese, in questo frangente, sono senza dubbio «il denaro pubblico speso per difendere le proprie ragioni», la perdita di un finanziamento regionale del 50% della somma che era stato già concesso per mettere in atto il progetto (che si potrà cercare di reperire attraverso qualche altro bando) e «il tanto tempo perso» in questi sei anni e poco più.
Ma l’area di sosta, con una disponibilità di una dozzina di stalli che verranno realizzati seguendo anche tutte le necessarie precauzioni in caso di esondazione del lago Maggiore e forniranno un servizio in più a una zona del paese poco servita in tal senso, ora è lì, pronta da fare. Sicuramente – secondo quanto commenta Passera – non si partirà quest’anno, o almeno non lo farà l’amministrazione uscente, date le elezioni amministrative ormai prossime, ma il progetto «è un regalo che lasciamo a chi verrà dopo di noi».
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