Al secondo piano di Palazzo Verbania, con le finestre affacciate sulle acque del lago Maggiore e su quei paesaggi che hanno ispirato racconti, romanzi e poesie, numerose teche e ripiani ospitano una vasta serie di documenti di ogni genere, parte degli archivi che raccolgono gli scritti, e non solo, dei due maggiori autori luinesi del Novecento, Vittorio Sereni e Piero Chiara.
Migliaia le pagine scritte – corrette, riscritte, inviate o ricevute dai due letterati – conservate nell’ex Kursaal in una collezione che, ancora oggi, continua a crescere mentre viene via via scoperta da molti studiosi che vi si avvicinano, da università italiane ed estere, per condurre ricerche più circoscritte o per svolgere dottorati che danno vita a uno scambio continuo, almeno per qualche anno, tra gli atenei e gli Archivi stessi.
A prendersi cura di tutto questo è, dal giugno 2021, la dottoressa Tiziana Zanetti, esperta di diritto dell’arte che gestisce in particolar modo proprio la parte relativa alla ricerca scientifica e accademica e le richieste di accesso ai due archivi collaborando da vicino con università come quelle di Milano, Torino, Napoli, Bologna, Venezia, ma anche Parigi, Friburgo e Madrid: «C’è chi viene a cercare singoli documenti, mentre con i dottorandi arrivano progetti più ampi, con un’idea creativa di un certo tipo alla base – racconta – Questi vengono supervisionati da esperti di letteratura del Novecento e spesso portano anche alla pubblicazione dei lavori».
Quel che salta all’occhio è che, negli ultimi tempi, è in atto un’importante riscoperta della produzione letteraria del XX secolo, tra cui appunto quella di Sereni e di Chiara, caratterizzata da materiali nuovi, diversi e recenti e da un approccio sempre più multidisciplinare:
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