Luino | 2 Febbraio 2024

Luino, sgombero dell’ex Ferrotel: «Azione necessaria»

Il sindaco Bianchi sottolinea la collaborazione tra forze dell'ordine che ieri ha consentito di mettere fine al bivacco nell'edificio abbandonato. Il futuro: «Recupero del polo ferroviario»

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Due cittadini stranieri fermati perché privi di documenti e di permesso di soggiorno; diversi oggetti sequestrati all’interno di due stanze allestite per il bivacco, con tanto di allaccio abusivo alla corrente, e finestre sigillate su entrambi i lati dell’edificio per evitare nuove occupazioni.

Questi i punti centrali dell’operazione di sgombero dell’ex Ferrotel di Luino, eseguita nella mattinata di ieri, giovedì 1 febbraio, dai carabinieri e dalla polizia locale della città lacustre, che intorno alle 9.30 hanno dato il via all’operazione disposta dalla Questura di Varese e legata ad un’ordinanza di messa in sicurezza del luogo diramata dal Comune di Luino che – è bene ricordarlo – non è proprietario dell’edificio situato al civico 29 di piazza Marconi.

La struttura utilizzata in passato per il pernottamento del personale ferroviario è stata infatti acquisita, diversi anni fa, da una società con sede fuori regione, che però non ha mai portato a compimento il recupero dello stabile, diventato così una sorta di dormitorio abusivo.

Quella di ieri è stata una «azione di cooperazione tra la proprietà, gli uffici comunali e le forze di polizia – sottolinea oggi il sindaco di Luino, Enrico Bianchi – Una azione resa necessaria a seguito di una ordinanza di messa in sicurezza diramata dall’ Ufficio Tecnico comunale. L’amministrazione è impegnata nel recupero e nella messa in sicurezza delle aree non abitate, come la zona della stazione, che però ha delle esigenze particolari e richiede azioni specifiche. Tutto questo in un’ottica di recupero e, se possibile, di rilancio del polo ferroviario luinese».

Affrontare la questione del degrado dell’ex Ferrotel e intervenire per dare un nuovo senso all’area, magari restituendola alla comunità. Propositi portati all’attenzione dei cittadini già nell’aprile dello scorso anno dal Gruppo Lavoro Trasporti Vivibilità, fondato da Antonino Trio, Alessandra Miglio ed Emilio Gobbato per proporre soluzioni riguardanti la valorizzazione dell’area ferroviaria di Luino e di altri luoghi dismessi.

Le problematiche della zona dove sorge lo stabile sono note ai carabinieri di Luino, che da tempo monitorano la situazione. Al disagio generale per il momento non sono associati in maniera ricorrente altri fenomeni pericolosi, come ad esempio lo spaccio. Si attendono soluzioni per la riqualificazione.

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