Varese | 24 Dicembre 2023

Pranzo di Natale e Cenone di Capodanno, quanto costano? La classifica dei cibi natalizi più cari

L'Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultima dati Istat disponibili per stilare una graduatoria enogastronomica dei prodotti che hanno subito i maggiori aumenti

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(da Varesenoi.it) L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Istat disponibili per stilare le classifiche dei cibi del pranzo natalizio e di Capodanno più rincarati rispetto allo scorso anno.

Per la top 20 annua dei cibi e delle bevande tipiche del pranzo o del cenone di Natale e di Capodanno, vince la Frutta a bacca come l’uva, che molti comperano, specie per Capodanno, ritenendo porti fortuna e che sale del 21,3% rispetto a un anno fa. Anche se di solito avanzano, non mancano i contorni. In particolare, per alcune ricette regionali non possono non esserci le patate (pesce stocco) che sono medaglia d’argento rincarando del 18,7% e i carciofi (abbacchio al forno), al 3° posto con +10,7%.

Appena fuori dal podio, la frutta esotica che, non si capisce come mai, cerchiamo per le festività e che sale del 9,8%. In quinta posizione tonnoalici-acciughe, sgombrosalmone non affumicato con +8,6%. Dopo le arance (+8,5%), i dolci non possono certo mancare, anche per i regali, ma quelli confezionati lievitano dell’8,2% (va meglio per quelli freschi, in 14esima posizione con +3,8%).

In ottava posizione le lenticchie di Capodanno (+4,9%), seguiti a ruota da ravioli, tortellini, cappelletti, agnolotti (+4,6%). Se vogliamo brindare con un vino spumante o pensiamo di regalarlo dovremo sborsare il 4,5% in più, esattamente come per salmone affumicato e baccalà che chiudono ex aequo la top ten.

Se proviamo a non cucinare e cerchiamo di cavarcela con piatti pronti, li pagheremo il 4,4% in più dello scorso Natale.

I cioccolatini ci costano il 4,1% in più, mentre il pane fresco, molto gettonato per via degli affettati, registra un +4%, esattamente come i salumi al banco (salame, prosciutto crudo, cotto …). Poi alcuni secondi tipici di ricette regionali, la carne ovina con +3,6%, seguita a stretto giro da quella bovina con +3,5%. Seguono alcolici e liquori (+3,4%) e pollame (+2,5%).

Non va bene neanche per chi, come antipasto, prende polpi o gamberi o cucina cozze e vongole, +2,2% ex aequo con i vini da tavola. Chiude la top 20 il pesce fresco, con +2,1%. Si salva, invece, chi prende frutta secca (+0,9%).

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