Era accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie. E’ stato condannato dal Tribunale di Varese a 3 anni e 8 mesi di reclusione. L’uomo, 45enne, dovrà inoltre risarcire il coniuge – nel frattempo diventato “ex” – e il figlio minore, che avrebbe assistito alle litigate con insulti e umiliazioni: 10mila euro per la donna e 15mila per il figlio.
Il verdetto è arrivato nel pomeriggio di oggi, martedì 7 novembre, e include per l’imputato l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e la sospensione della potestà genitoriale per 7 anni e 4 mesi.
Le vicende riguardanti l’imputato erano già state al centro delle cronache locali ad inizio anno, quando l’uomo era stato arrestato dai carabinieri di Luino per aver violato il divieto di avvicinamento alla donna e al figlio di 5 anni, facendosi trovare nei pressi del sagrato della chiesa di Voldomino dove la ex era solita partecipare alla messa della domenica. Un episodio che è costato all’uomo l’accusa di stalking, che fa parte però di un altro procedimento.
Per i maltrattamenti oggetto della condanna odierna, le accuse erano relative a minacce, insulti e altre violenze psicologiche. Nessun episodio di violenza fisica, ma diverse situazioni di tensione che non erano sfuggite ai vicini di casa della coppia – per via delle continue discussioni – e nemmeno ai parenti della persona offesa, tanto che a dibattimento il fratello della donna ha parlato delle confidenze ricevute dalla sorella, inerenti ai litigi con il marito, che secondo le sue parole erano all’ordine del giorno.
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