Nessun contributo ulteriore da parte dei “vecchi frontalieri” per potersi iscrivere al Servizio Sanitario Nazionale: lo rimarca il sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera Massimo Mastromarino.
Il primo cittadino specifica che il Ministero della Salute era già intervenuto con una nota dell’8 marzo 2016 nella quale erano contenute delle precisazioni proprio riguardo all’iscrizione al SSN dei frontalieri occupati nei Cantoni Grigioni, Ticino e Vallese e a favore dei titolari di pensione svizzera che hanno svolto attività lavorativa in quei Cantoni.
Questo è quanto si legge nel documento: «Al riguardo, si chiarisce che, ai sensi del vigente Accordo tra la Svizzera e l’Italia del 3 ottobre 1974, ognuno dei Cantoni svizzeri sopra menzionati versa all’Italia una quota del gettito fiscale (compresa tra il 38% e il 40%) proveniente dalla imposizione a livello federale, cantonale e comunale, dei redditi da lavoro dei frontalieri italiani, come compensazione finanziaria delle spese sostenute per i lavoratori frontalieri che risiedono sul territorio italiano ma esercitano, o hanno esercitato nel passato, un attività dipendente presso uno dei predetti Cantoni. Pertanto, in considerazione della circostanza che i predetti soggetti contribuiscono al sistema fiscale nazionale, gli stessi non sono tenuti a versare ulteriori contributi per l’iscrizione al SSN al fine di beneficiare dell’assistenza nei modi e nei limiti previsti dalla normativa vigente».
Un principio che, chiarisce Mastromarino, «con il nuovo Accordo Fiscale è ribadito e confermato all’art. 9 della legge di ratifica dell’accordo stesso».
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