Il turismo come strumento per sviluppare il territorio, ma senza strade e infrastrutture sarà difficile riuscire ad essere competitivi. Quello affrontato ieri a Luino è un tema che è stato ampiamente discusso in questi anni, su qualsiasi piano istituzionale, ma che potrebbe aver preso la giusta strada, vale a dire quello della rete e del coordinamento tra gli enti.
E l’intento di “Frontiera”, il forum politico ed economico voluto dal deputato luinese di Fratelli d’Italia, Andrea Pellicini, era proprio quello: mettere allo stesso tavolo, in un’unica giornata, figure di rilievo nazionale, insieme a politici regionali e provinciali, riuscendo a coinvolgere non solo amministratori locali di diversa connotazione politica, ma anche l’intera comunità del Verbano.
Obiettivo ampiamente raggiunto, con un Palazzo Verbania gremito come nelle grandi occasioni, che ha potuto assistere a dibattiti e confronti interessanti, che guardavano al futuro cercando di porsi obiettivi, analizzando criticità e punti di forza. Un compito non semplice, ma questo lo sa bene anche la ministro al Turismo, Daniela Santanché, intervenuta per l’occasione.
«Il turismo deve essere in assoluto la prima industria italiana – ha commentato la ministro intervistata da Matteo Inzaghi, direttore di Rete55 -. Dovremmo essere più orgogliosi di essere italiani e sono convinta che l’alto Varesotto potrebbe vivere di turismo tutto l’anno, non solo in estate. Sono necessarie strade e infrastrutture, un’ora e mezza da Milano fin qui non può andar bene per il rilancio del turismo. Quasi quasi faccio prima ad andare a Torino».
E sono proprio la viabilità e il trasporto due dei nervi scoperti di tutto il nord del Varesotto, che non riescono a incidere con mezzi e servizi nello sviluppo del turismo, nonostante anni difficili appena trascorsi come quelli del Covid, che potrebbe solo trovare sponda in un progetto comune, come vorrebbe il presidente della Provincia Marco Magrini: «Coltivare ognuno di noi il proprio orticello non ci porterà da nessuna parte, dobbiamo impegnarci insieme e smettere di lavorare a spot. È necessario un ente che coordini Comuni e territorio».
Sulla stessa scia di condivisione degli intenti sono stati anche gli interventi di Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, di Davide Galimberti, primo cittadino di Varese, e Luca Santagostino, sindaco di Laveno Mombello, che ha anche lanciato la proposta di candidare l’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Patrimonio Unesco, così come l’intervento del presidente di Volandia Marco Reguzzoni, che ha sottolineato l’importanza della sua realtà come eccellenza ed attrazione territoriale.
Insieme a loro, rappresentando Governo, anche i deputati del partito della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Comba, Andrea Mascaretti, Grazia Di Maggio, Alessandro Palombi e Andrea Tremaglia, e Regione Lombardia, con Barbara Mazzali, assessore regionale al Turismo, e l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.
Oltre al sostegno che il territorio potrebbe ricevere dagli enti superiori, però, sarebbe fondamentale, in un’ottica di sinergia trasversale tra gli amministratori, valorizzare maggiormente quello che è già esistente, vale a dire un fitto calendario di eventi ed iniziative, che ogni anno portano sul Verbano centinaia di migliaia di persone, e le tante bellezze architettoniche, monumentali, naturali e culturali sparse in tutto il Varesotto.
Insomma, quello di ieri è stato un evento che potrebbe mettere un altro tassello al puzzle di un “territorio competitivo“, con l’auspicio che un coordinamento provinciale, sostenuto dal lavoro, dalla rete dei Comuni delle Valli del Verbano e da fondi necessari, possa far finalmente spiccare il volo ad una zona che da anni aspetta questo momento, non solo da un punto di vista turistico, ma anche socio-economico.
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