Settant’anni di Comune unico. Settant’anni dopo la riconquista dell’autonomia amministrativa, a seguito del ventennio fascista, l’amministrazione di Brenta lancia l’appuntamento con la storia per ripercorrere le tappe dell’importante traguardo (qui alcuni cenni) e condividere riflessioni e festeggiamenti con i cittadini.
Tre i giorni di festa: da venerdì 13 a domenica 15 ottobre, giorno in cui alle 18 si terrà una cerimonia pubblica sul piazzale del municipio, con discorso del sindaco e delle altre autorità, e la consegna della fascia tricolore al nuovo sindaco dei ragazzi (clicca qui per il calendario completo delle iniziative, che include spettacoli e musica dal vivo).
La storia della perdita e della riconquista dell’autonomia amministrativa di Brenta inizia nel 1927, con la riorganizzazione dei piccoli enti voluta dal Fascismo per tagliare le spese, a causa della quale Brenta diventa una frazione del Comune di Cittiglio; e finisce nel 1953, quando il consiglio comunale cittigliese accoglie un’istanza arrivata dalla comunità del paese confinante: ristabilire l’indipendenza di Brenta.
Di seguito un approfondimento tratto dal libro “Il Comune di Brenta – storia dell’ente in età moderna e contemporanea”, pubblicato nel 2003 grazie al lavoro di studio svolto da Maria Teresa Luvini, archivista e insegnante.
Il 12 agosto 1927 venne emesso il decreto di aggregazione dei Comuni di Brenta e Vararo a quello di Cittiglio, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini. Solo nel 1946 nel consiglio comunale di Cittiglio presieduto dal Sindaco Carlo Degiovanangelo e su proposta del consigliere Antonio Buzzi, si comincia a parlare di ricostituzione del Comune di Brenta.
Il Sindaco incarica i consiglieri Mario Pedotti, Piero Cadario e Antonio Isella, tutti di Brenta, di esaminare la questione sottoponendola eventualmente a una commissione. Si dovette però arrivare al 1950 prima che l’argomento venisse affrontato in consiglio.
Nella seduta del 13 aprile venne esaminata la domanda avanzata dalla maggioranza dei contribuenti della frazione di Brenta, che avendo entrate sufficienti ad assicurare i pubblici servizi, ne chiedevano l’erezione in comune autonomo, anche per la lontananza da Cittiglio. Il consiglio deliberò di aderire senza riserve affinché la frazione di Brenta fosse eretta in comune autonomo nei limiti territoriali del vecchio Comune di Brenta.
La prefettura rispose il mese seguente significando che l’istruttoria per tale pratica era sospesa in attesa del funzionamento dei consigli Regionali. Il comitato promotore chiese il riesame della domanda e il consiglio comunale il 27.04.1952 si espresse nuovamente a favore senza riserve.
Questa volta l’autorità superiore accolse la domanda e Brenta ridiventò comune autonomo con DPR n. 575 del 09 luglio 1953. L’8 dicembre di quell’anno si insediò il nuovo consiglio comunale di Brenta eletto il 29 novembre, così composto: dott. Felice Ramorino, Giuseppe Ariodante Pozzi, Luigi Azimonti, Luigi Todeschini, Luigi Ossola, Antonio Visconti, Antonio Todeschini, Mario Del Torchio, Guido De Santi, Pierino Turuani, Giovanni Sartorio, Italo Pedotti, Riccardo Gamberini, Eugenio Campiotti, Irma Parini.
Nella stessa seduta si procedette alla nomina del Sindaco: venne eletto Felice Ramorino con quattordici voti su quindici. Il 16 maggio 1962 con Decreto del Presidente della Repubblica, viene assegnato al Comune di Brenta uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso: “Stemma: di verde, a tre api d’oro dal volo spiegato, poste 2, 1 – ornamenti esteriori da comune; Gonfalone: drappo partito, di giallo e di verde, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Brenta. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso in nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.
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