Brenta | 4 Luglio 2023

“Ritorno a Brenta”, settant’anni dopo

Il 9 luglio l'anniversario della ricostituzione del Comune unico, dopo l'esperienza del Fascismo. A ottobre una grande festa con i giovani. In un libro la cronaca degli eventi

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Settant’anni dalla riconquista dell’autonomia amministrativa, una ricorrenza che per il Comune di Brenta scatterà domenica 9 luglio.

Dal 1953 al 2023. La linea del tempo obbliga a un tuffo nel passato per comprendere la portata dell’appuntamento con la storia, che l’amministrazione comunale festeggerà a dovere, coinvolgendo le nuove generazioni. Il punto di partenza è tra le pagine del volume intitolato “Il Comune di Brenta – storia dell’ente in età moderna e contemporanea”, dato alle stampe nel 2003 grazie all’ampio lavoro di approfondimento svolto da Maria Teresa Luvini, archivista e insegnante.

Tutto ha inizio nel 1927. Il sindaco è già stato sostituito dal podestà, e i Comuni di Brenta e Vararo vengono assorbiti da quello di Cittiglio, posto al confine e più grande degli altri due. La scelta è calata dall’alto, perché è in corso una riorganizzazione amministrativa dei piccoli enti, voluta dal fascismo (saranno più di 500 i Comuni soppressi). Le ragioni sono principalmente economiche: serve un taglio alle spese e infatti alcuni dipendenti comunali di Brenta vengono licenziati, e alcuni immobili di proprietà dell’ente pubblico vengono venduti.

Il tema dell’autonomia di Brenta come Comune resta lontano dall’attualità fino a dopo la Liberazione. Nel marzo 1946 viene eletto il nuovo Consiglio comunale di Cittiglio, con il ritorno dell’amministrazione socialista che era stata in carica fino all’avvento del podestà e pochi mesi dopo, in piena estate, riprende il dibattito pubblico sulla ricostituzione del Comune di Brenta. Nulla di immediato, serviranno infatti quattro anni prima di portare in assemblea cittadina l’istanza dei residenti della frazione di Brenta, spinti da condizioni economiche più favorevoli, rispetto al passato, e dal disagio provocato dagli inevitabili spostamenti verso Cittiglio per raggiungere il municipio.

Il Consiglio comunale ritiene che la questione meriti di essere trattata, e le mappe con i vecchi confini di Brenta vengono tolte dai cassetti e spolverate. Da qui si arriva al 9 luglio 1953, in un clima di collaborazione: gli enti superiori accolgono l’istanza della comunità locale e Brenta torna all’indipendenza, mentre dal Comune di Cittiglio arriva un contributo di 100.000 lire per la ricostruzione del monumento ai Caduti di Brenta.

La fase burocratica di transizione viene gestita da un commissario prefettizio. Seguono le elezioni del novembre 1953, al termine delle quali viene eletto sindaco Felice Ramorino. A lui l’attuale primo cittadino, Gianpietro Ballardin, ha dedicato il parco pubblico comunale: una decisione che sottolinea il legame con quel periodo storico, che non è venuto meno dopo tanti anni.

«A ottobre, subito dopo la festa di San Quirico, ci saranno delle celebrazioni – fa sapere Ballardin – I consiglieri più giovani sono già al lavoro per l’organizzazione. Faremo delle iniziative itineranti, coinvolgendo residenti, autorità e scuole». Sarà una festa anche per un altro motivo: il 1953 è l’anno di nascita del sindaco, che ha pronta la battuta: «Ho seguito il Comune fin dall’inizio».

(In copertina il palazzo municipale di Brenta. Foto degli anni ’50) 

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