A volte capita che il ghostwriter sveli la propria anima, ovvero il proprio lavoro, come nel caso dell’ultimo scritto di Claudio Bollentini, Il vento gira all’incontrario: politicamente corretto e minoranze che opprimono, pubblicato e disponibile su Amazon.
Il testo, opportunamente adattato e integrato, è tratto infatti da un breve lavoro destinato ad una eminente figura del mondo politico italiano. L’autore è operativo da decenni nel settore della consulenza di comunicazione istituzionale e politica.
Si tratta di alcune considerazioni a caldo scritte dopo l’uscita del libro del generale Roberto Vannacci, “Il mondo al contrario”, che ha acceso i riflettori sulla deriva ideologica del momento: il politicamente corretto. Si parte da una banalissima domanda che ci siamo sicuramente posti tutti: come mai, a fronte di un libro non certo eccelso nella forma e nei contenuti come sembra essere Il mondo al contrario, il riscontro del pubblico è stato così importante?
Molto probabilmente perché il generale ha toccato il nervo scoperto della impopolarità del fenomeno del politicamente corretto e dei suoi corollari così invasivi e urticanti per il comune sentire e per le tradizioni più radicate. L’opinione pubblica non ne può più, la pazienza e la sopportazione hanno un limite soprattutto quando chi impone strumentalmente una certa “cultura” scade nel grottesco e nel delirio.
Non è un breve saggio sul politicamente corretto, è semplicemente una sintetica e accessibile disanima del fenomeno scritta con lo scopo di offrire una chiave di lettura per interpretare meglio il tempo che viviamo e di proporre qualche indicazione e consiglio utile per il futuro. E la risposta principale o preferita per affrontare la questione è, secondo l’autore, da ricercarsi nella politica, quella del fare e non quella delle chiacchiere ideologiche o delle prediche moralistiche.
(Foto di copertina dal profilo Facebook di Claudio Bollentini)
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